Rolando Marini espone in Baviera

Il lavoro fotografico di Rolando Marini intitolato “Segni sull’acqua” espatria e approda in Germania, nel Land della Baviera. A Gräfelfing, un comune del Circondario di Monaco, si svolgerà un’iniziativa di cinque giorni dedicata all’arte italiana: all’interno del Palazzo municipale saranno esposte le opere di Marini (unico fotografo) e di altri tre artisti pittori.
In un ambiente abituato alla ormai tradizionale Settimana Italiana di Monaco, la cinque giorni di Gräfelfing, che dista pochi chilometri dalla capitale regionale, propone un programma di film italiani sottotitolati in tedesco, conferenze e, appunto, mostre: il tutto organizzato da Johannes Groetzler, un intellettuale poliedrico, matematico e storico dell’arte, che divide da decenni la sua vita tra Toscana e Baviera.
“Segni sull’acqua” è il modulo in bianconero del lavoro intitolato “Acque interiori”, dedicato al paesaggio lacustre, che Marini ha esposto in numerose città: sia umbre (Magione, Castiglione del Lago e Perugia, dove è stato premiato nell’ambito di LakeDOC Visual Storytelling), sia italiane (Camigliatello Silano, Brescia, Pienza e Genova, sempre in prestigiosi spazi espositivi). Le foto sono state elaborate in un bianconero estremo, portato a grafismo, appunto a “segno”: i pali per le reti da pesca, i promontori, i riflessi e le striature diventano tracce grafiche essenziali, che rendono astratta la rappresentazione della superficie liquida. Nulla di descrittivo, una proposta-provocazione di interpretare il paesaggio in modo meditativo e creativo, destrutturandone i canoni di fedeltà e oggettività.
Le immagini sono un ulteriore frutto della collaborazione di Rolando Marini con Antonio Manta, famoso ed espertissimo stampatore di fotografia Fine Art: nella sua Bottega aretina sono “nate” infatti le opere del fotografo perugino dal 2011 in poi, dando vita a mostre che hanno sempre girato l’Italia in lungo e in largo. L’esposizione tedesca rappresenta quindi un altro importante passaggio che il lavoro fotografico di Marini affronta lungo un percorso di oltre venti mostre in quattro anni.
Perché decidere di rappresentare l’ambiente lacustre con i segni essenziali del bianconero ad alto contrasto? Per “rileggere” lo stesso concetto di paesaggio – afferma Marini – per andare più direttamente all’essenza della trasposizione fotografica, utilizzando un linguaggio non strettamente fotografico, somigliante al disegno a china o a carboncino o a pennarello, vicino allo schizzo, al “tratto” rapido che non pretende la completezza. Ma anche per costringere il fruitore a soffermarsi nella sorpresa e poi nel tentativo di sintonizzarsi con l’idea dell’autore, e comunque interpretare.
Rolando Marini, docente universitario di Sociologia della comunicazione e artista-fotografo, sta preparando una nuova mostra, incentrata sui flussi di luce, progetto che declina e sviluppa il suo interesse verso il rapporto tra luce e ombra.

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