PRONTO IL RESTAURO PER IL “NOLI ME TANGERE”

(UJ.com3.0) CITTA’ DELLA PIEVE – È tutto pronto per il restauro degli affreschi nell’antica sala capitolare del complesso conventuale di Sant’Agostino, raffiguranti la Madonna con Bambino e Angeli, e alcune figure di santi tra cui S. Agostino, e la scena del “Noli me tangere” dove Gesù incontra Maria Maddalena dopo la resurrezione. Il progetto esecutivo del’intervento è stato presentato alla Soprintendenza e si è svolto un primo sopralluogo da parte di un esperto restauratore della Soprintendenza ai Beni artistici; si attende ora un sopralluogo da parte di un funzionario esperto in Beni architettonici e ambientali e l’autorizzazione all’esecuzione del restauro. Considerato il pregio dei dipinti e la necessità di un intervento di conservazione, l’Amministrazione comunale ha destinato i fondi necessari per il restauro degli affreschi del Capitolo di Sant’Agostino; l’impegno di spesa riguarda anche il restauro del coro e di altri elementi lignei in Santa Maria dei Servi, Museo Civico Diocesano.
Consolidamento degli affreschi, bonifica delle murature dall’umidità e restauro dei dipinti sono gli interventi programmati nella sala capitolare di Sant’Agostino. In un momento successivo, si renderà probabilmente necessario migliorare climaticamente l’ambiente creando ricambi d’aria naturali per ridurre la concentrazione di umidità all’interno dell’antica e preziosa sala capitolare. Le finalità, oltre a quella di assicurare l’interruzione del danneggiamento degli affreschi e il loro adeguato restauro, sono legate alla possibilità che queste splendide opere siano godibili dal pubblico.
“Si tratta di dipinti di notevole pregio – sottolinea il Sindaco Riccardo Manganello – risalenti al periodo tra i secoli XIII e XIV, che rappresentano una delle testimonianze artistiche più antiche della città; questo intervento, atteso e necessario, intende curare e valorizzare un tassello significativo del mosaico artistico e culturale di Città della Pieve, all’interno di un complesso architettonico che racconta una parte importante della nostra storia spirituale e culturale”. Particolarmente intensa l’opera che lo storico locale Fiorenzo Canuti cita con il titolo “S. Maria Maddalena che si gitta ai piedi del Redentore Risorto”, il quale si rivolge alla donna dicendole appunto: “Non mi trattenere”, e la frase, riportata dal Vangelo di Giovanni, continua : “perché non sono ancora salito al Padre” (Gv 20, 17).

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