PERUGIA, IL PUBBLICO PREMIA LA MOSTRA FOTOGRAFICA BECCHETTI

MostraBecchetti-5342(umbriajournal.com) PERUGIA – Ancora sette giorni per curiosare tra i volti celebri di Andy Warhol, Francesco De Gregori, Dustin Hoffman, Federico Fellini, Dacia Maraini e tanti altri. Con oltre 21.000 visitatori in poco più di tre mesi, la mostra “Sandro Becchetti. Volti dall’Umbria e dall’Europa” allestita alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ha fatto centro nell’opinione sia del pubblico che della critica. Tante le richieste di visita pervenute nell’ultima settimana, così da convincere gli organizzatori a prorogare la sua apertura fino a domenica 27 ottobre, anche per la concomitanza con l’evento Eurochocolate che richiama ogni anno migliaia di presenze.
L’esposizione alla Sala Podiani, curata da Alberto Mori, è promossa dal Comune di Perugia, dal MIBAC – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria e Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria e dalla Regione Umbria, insieme a Sistema Museo e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
Volti di personaggi, noti e meno noti, della politica, dello spettacolo, dello sport e della letteratura rivivono nei ritratti di Sandro Becchetti, fotoreporter con oltre quaranta anni di attività per quotidiani, periodici, televisioni, agenzie di stampa nazionali e riviste internazionali.
Scatti incisivi che rinviano a confronti di grande suggestione: il viaggio fotografico di Sandro Becchetti è un universo intimo di gesti, figure e colloqui che percorrono la storia della cultura del nostro Paese. In Umbria – dove affondano le sue radici familiari – in Italia e in Europa, Becchetti non ha lavorato solamente su ordinazione ma partecipando, scavando, cogliendo l’essenziale di una situazione, di un atteggiamento, entrando in sintonia con volti che in quel momento comunicavano la propria anima al resto del mondo.
Sguardi, particolari dell’abbigliamento o della corporeità, focus sul mondo del lavoro, sulla partecipazione sociale, sulle situazioni di disagio che non sono solamente umane ma anche degli animali e perfino di città. Il percorso espositivo è suddiviso in sei aree distinte ma allo stesso tempo collegate da un unico filo conduttore, sottilmente presente nella produzione dell’artista, rappresentato dal suo rapporto con l’Umbria, terra di origine, di passaggio e di approdo, dove aveva deciso di fissare anche la dimora dei suoi ultimi anni.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*