Perugia Big band…il ritorno

PERUGIA BIG BAND MILENA WIECZOREKdi Marcello Migliosi (umbriajournal.com) PERUGIA – “In a mellow tone”, “Mack the knife”, ma anche “I’ve got under my skin”, passando anche per “desafinado” One note samba” e la “Garota De Ipanema”, sono solo alcuni degli indimenticabili standard del jazz, e non solo, le cui note ieri sera sono risuonate sul parterre del centro congressi dell’hotel Quattrotorri ad Ellera di Corciano, alle porte del capoluogo umbro. Sul palco il ritorno della Perugia Big Band. Venti elementi, tra sezione ritmica, sassofoni, trombe e voci al seguito del maestro Nando Rosselletti, che hanno riportato al presente i fasti della mitica orchestra perugina nata nel 1973. Quarant’anni di storia, per oltre 300 concerti tenuti in tutta Italia e in tutta Europa con un repertorio che ripropone lo swing delle grandi orchestre americane dagli anni 30 agli anni 60. Ieri sera anche il ricordo di quei grandi musicisti che hanno fatto parte della Perugia Big Band e che se ne sono andati: Alfio Galigani per esempio, Sauro Peducci o il grande Sergio Pierucci che in Silvia, la cantante dell’orchestra, continuerà a vivere con la sua anima e la sua grande musicalità. A lui è stata dedicata una struggente “Sturdust”, suo cavallo di battaglia, quella “polvere di stelle” tanto cara a Glen Miller. La Perugia Big Band non è, però, solo amarcord, non è un organico solo in bianco e nero. Rosselletti dice che la band è pronta anche a contaminazioni jazzistiche, pronta insomma anche per palcoscenici più ambiti e a Perugia ce ne sono e, quindi, chi ha orecchie per intendere intenda.

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