ORVIETO: GLI SCAVI DI CAMPO DELLA FIERA

Campo della Fiera
Campo della Fiera

(umbriajournal.com) ORVIETO – Dal 2000 vengono condotte su concessione ministeriale annuali campagne di scavo in località Campo della Fiera di Orvieto (TR), cui partecipano studenti universitari italiani e stranieri che apprendono sul campo tecniche di esplorazione archeologica.

Dirette dalla professoressa Simonetta Stopponi, sono iniziate a cura dell’Università di Macerata e dal 2009 sono affidate all’ Università di Perugia con il sostegno finanziaria della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto.  I lavori interessano un’area molto vasta a sud-ovest della rupe orvietana, ricchissima di rinvenimenti che si distribuiscono in un periodo di circa duemila anni, dal VI secolo a.C. alla Peste nera del 1348.

E’ stato rinvenuto un santuario etrusco con più edifici sacri collegati da una Via Sacra larga nove metri. Il culto è continuato in epoca romana con interventi strutturali nell’area più importante del santuario. Interventi successivi alla conquista romana di Orvieto e in seguito, anche con la creazione di un impianto termale, dettati dalla propaganda di rivitalizzazione di antichi culti voluta dall’imperatore Augusto.

Il sito in epoca cristiana divenne cimitero e sede di una chiesa di VI–IX secolo sulla quale fu edificata la pieve medievale di San Pietro in vetere menzionata nei documenti medievali di Orvieto. Le strutture occupano un’ampia zona e i materiali testimoniano l’importanza del luogo in epoca etrusca: preziosi ex-voto, ceramiche greche, monete, gioielli, decorazioni di edifici. Una lunga iscrizione ha rivelato il nome etrusco del santuario: il “luogo celeste”, che la moderna critica archeologica identifica ormai con il famoso Fanum Voltumnae, il santuario federale degli Etruschi invano cercato sin dal XV secolo.

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