Young Jazz e Umbria Jazz, riprendono domani i concerti a Palazzo della Penna

YJ_giovanni guidi a palazzo penna(umbriajournal.com) PERUGIA – L’accoppiata Umbria Jazz-Young Jazz, “accompagnata” in questo viaggio dall’ospitalità di Palazzo della Penna, propone ancora altre esibizioni sempre all’insegna della sperimentazione e della ricerca. Archiviato con successo il primo week end di concerti, anche questo fine settimana si replicherà con nuovi live ancora sotto la direzione artistica di Giovanni Guidi e presso la suggestiva location del centro di cultura contemporanea del Comune di Perugia.

Lo spazio che quest’anno Carlo Pagnotta, patron di Umbria Jazz, ha voluto lasciare ai ragazzi di Young Jazz – organizzatori a Foligno dell’omonimo festival dedicato alla musica delle “nuove generazioni” e di “nuova generazione” – si sta rivelando come la vera novità, apprezzata da critica e pubblico, di questa edizione del quarantennale della prestigiosa manifestazione musicale perugina dedicata al jazz.

Dopo i live di Hobby Horse, Joao Lobo, Zeno De Rossi Trio, Going, Vincent Peirani e Actuum, ora toccherà ad altri artisti già conosciuti al grande pubblico ma soprattutto anche a giovani promesse jazzistiche italiane e non solo. Il live set di venerdì 12 luglio è previsto alle 18.30 e sarà quello di Vladislav Delay: sotto lo pseudonimo di Vladislav Delay, Sasu Ripatti (batteria e live electronics) che si definisce “percussionista dell’elettronica” (dal momento che la ricerca sulle possibilità del beat è ciò che lo caratterizza maggiormente) ha prodotto, grazie ad una personalità musicale poliedrica, innumerevoli lavori e collaborato con svariati artisti, tra cui Scissor Sisters, Craig Armstrong, AGF, Black Dice, Massive Attack, Alva Noto, Towa Tei, Ryuichi Sakamoto.

Molto ricca sarà la giornata di sabato 13 luglio. Si comincia alle 12.00 con Mari Kvien Brunvoll (voce, live-sampling, effetti, percussioni, zither, kalimba), una delle cantanti europee – arriva dalla Norvegia – più interessanti degli ultimi anni: una voce affascinante e raffinata che arriva dritta a chi l’ascolta e che sul palco, grazie a computer, loop, cetre e un piano pocket, è supportata da un mix di jazz, elettro pop e blues che si mischiano con le atmosfere nordiche.

Nel pomeriggio (alle 18.30) il palco della corte ospiterà poi il live del duo Jeff Ballard (batteria) e Lionel Loueke (chitarra). Con il progetto musicale “Fairgrounds”, Ballard e Loueke riescono a portare in aria sonorità caratterizzate da colori sorprendenti e texture leggere, come fosse un gioco in piena libertà.

La giornata terminerà alle 24.00 con Vincenzo Vasi & Valeria Sturba, con un set dal titolo “OoopopoiooO”, un mix di elettronica, ambient e minimalismo, immerso in ampi spazi di libera improvvisazione. Il progetto nasce dal desiderio dei due thereministi di approfondire la ricerca sul proprio strumento, lavorando sull’interazione timbrica, melodica e armonica.

Domenica 14 luglio gli ultimi due nomi in cartellone sono quelli di Michele Rabbia (alle 12.00) e Roberto Cecchetto Quartet (alle 18.30). Il primo, grande batterista e percussionista, presenterà “Dokumenta Sonum”, un progetto contenitore dove immagini, mini-installazioni sonore, gesti e azioni musicali si snodano su trame sonore. La percussione è il “mezzo” espressivo che guida questo progetto lungo le vie della ricerca e della sperimentazione.

Il finale sarà tutto per Roberto Cecchetto e per il suo “quartetto”. Accanto a sé il celebre chitarrista ha voluto, in prima linea, un giovane e talentuoso musicista come Francesco Diodati. Due generazioni a confronto, due stili diversi ma pieni di affinità: probabilmente due dei più brillanti e cristallini talenti delle sei corde in Italia. Insieme a loro la ritmica formata da Andrea Lombardini al basso elettrico e Phil Mer alla batteria, due musicisti che sanno muoversi nella musica senza inutili formalisti.

I vari concerti, come al solito, saranno intervallati da diversi dj set con artisti protesi verso nuove forme sonore vicine all’elettronica e alle contaminazioni tra vari generi musicali: venerdì 12 luglio con Matthew Oh e G-Amp (alle 20.00), sabato 13 luglio con Marco Socci e Stefano Tucci (alle 20.00) e domenica con Oskie, Ricky L, Fab8 e Stallone (dalle 20.00 fino a tarda notte).

Ad arricchire le iniziative targate Young Jazz a Palazzo della Penna, prosegue anche la mostra fotografica “Young Jazz – Fermo Immagine” con l’esposizione di 19 scatti che ripercorrono, solo in parte, la storia musicale dell’evento folignate attraverso i suoi luoghi e soprattutto attraverso i musicisti che hanno calcato le scene negli ultimi anni di attività: da Javier Girotto a Paolo Fresu, da Gianluca Petrella a Dan Kinzelman, da Enrico Rava a Ray Andreson a Cristina Zavalloni e Stefano Bollani e altri ancora. L’occhio fotografico è quello di Roberto Cifarelli, detto “Cif” per gli amici e per gli addetti ai lavori. Una bella occasione, insomma, per scoprire attraverso un percorso fatto di ritratti e non solo, la realtà di un festival jazz che, dal 2005, invade Foligno con la sua musica.

*** In allegato foto dei concerti dello scorso fine settimana a palazzo Penna e di alcuni musicisti opsiti questo week end

PROGRAMMA

12 LUGLIO

ore 18.30 Corte VLADISLAV DELAY

ore 20.00 Corte DJ Set MATTHEW OH – G-AMP

13 LUGLIO

ore 12.00 Strada Romana MARI KVIEN BRUNVOLL

ore 18.30 Corte JEFF BALLARD Duo feat. LIONEL LOUEKE

ore 20.00 Corte DJ Set MARCO SOCCI – STEFANO TUCCI

ore 24.00 Corte VINCENZO VASI e VALERIA STURBA in OoopopoiooO

14 LUGLIO

ore 12.00 Strada Romana MICHELE RABBIA “DOKUMENTA SONUM”

ore 18.30 Corte ROBERTO CECCHETTO 4ET

ore 20.00 – 24.00 Corte DJ Set OSKIE – RICKY L – FAB8

ore 24.00 Strada Romana festa finale con DJ STALLONE

ARTISTI

Vladislav Delay

Vladislav Delay – batteria, live electronics

La personalità musicale poliedrica di Sasu Ripatti è nel tempo confluita in molteplici progetti e collaborazioni, dall’astrazione sperimentale del Vladislav Delay Quartet alle ammiccanti belligeranze radiofoniche di Luomo. Sotto lo pseudonimo di Vladislav Delay, Uusitalo, Luomo, Conoco, Sistol, dall’ambient al broken beat, dalla glitch al groove, alla house music soulful, Ripatti ha prodotto innumerevoli lavori e collaborato con svariati artisti, tra cui Scissor Sisters, Craig Armstrong, AGF, Black Dice, Massive Attack, Alva Noto, Towa Tei, Ryuichi Sakamoto. Estremizzando, in una diade schizofrenica troviamo il suo main project Vladislav Delay, ansiosa ricerca dell’inudito attraverso sperimentazione e creazione di suoni, e il suo side-project Luomo, che ammicca al dancefloor. Il ritmo è il tessuto connettore dove galleggiano tutte le produzioni uscite sotto questo o quello pseudonimo. Si definisce percussionista dell’elettronica, dal momento che la ricerca sulle possibilità del beat è ciò che lo caratterizza maggiormente. La sua storia musicale inizia da adolescente con lo studio della batteria, abbandonato (relativamente) quando capì di non poter aggiungere niente di nuovo all’universo cristallizzato della musica jazz. Seguirono la crisi e i viaggi in giro per il mondo, la visione dell’altro e la presa di coscienza, nonché la metabolizzazione in nuove forme più o meno sperimentali proprio di quel background musicale.

Mari Kvien Brunvoll

Mari Kvien Brunvoll – voce, live-sampling, effetti, percussioni, zither, kalimba.

Arriva dalla Norvegia una delle cantanti europee più interessanti degli ultimi anni, Mari Kvien Brunvoll. Una voce affascinante e raffinata che arriva dritta a chi l’ascolta. Sul palco è da sola, ma non lo è mai realmente. Con lei computer, loop, cetre e un piano pocket. Ogni strumento viene campionato le voci si sovrappongono e creano un’impalcatura suggestiva e articolata. A Perugia presentarà il suo nuovo lavoro “Mari Kvien Brunvoll” prodotto dall’etichetta Jazzland di Bugge Wessentolf, uno dei più amati animatori culturali della scena scandinava. Il cd omonimo raccoglie brani registradi dal vivo nel corso degli ultmi tre anni in in giro per l’europa compreso un pezzo preso dall’italianissimo festival di Clusone. Un mix di jazz, elettro pop e blues che si mischiano con le atmosfere nordiche.

Jeff Ballard e Lionel Loueke

Lionel Loueke – chitarra

Jeff Ballard – batteria

Con il progetto musicale “Fairgrounds”, Jeff Ballard e Lionel Loueke, batteria e chitarra, riescono a portare in aria sonorità caratterizzate da colori sorprendenti e texture leggere, come fosse un gioco in piena libertà, grazie alla particolare sensibilità musicale nonché al virtuosismo strumentale dell’insolito duo. Si tratta di un duo che incarna, come suggerisce il nome, un lunapark, ovvero una sorta di fiera per la musica. La grande capacità di giocare in una varietà infinita di stili fa di “Fairgrounds” il giusto spazio/contenitore per tutto ciò che può accadere: è un luogo musicale che può essere puro scambio di energia e campo di sfida al tempo stesso. Un progetto musicale infinitamente sorprendente. E proprio come un luna park musicale, è una gioia essere lì.

Vincenzo Vasi e Valeria Sturba

Vincenzo Vasi – theremin, basso elettrico, voce, elettronica, giocattoli, ukulele

Valeria Sturba – theremin, violino, voce, giocattoli, elettronica

Il progetto nasce dal desiderio dei due thereministi di approfondire la ricerca sul proprio strumento, lavorando sull’interazione timbrica, melodica e armonica. La varietà e diversità degli altri strumenti utilizzati, suonati spesso in maniera speculare, completa la forma sonora, creando “OoopopoiooO”. Un mix di elettronica, ambient e minimalismo, immerso in ampi spazi di libera improvvisazione. Nel repertorio, oltre a brani originali, si possono ascoltare riletture di brani di Aphex Twin / Philip Glass, Nucleus, Ravel, Inti Illimani…

Michele Rabbia

Michele Rabbia – batteria

“Dokumenta Sonum” è un progetto contenitore dove immagini, mini-installazioni sonore, gesti e azioni musicali si snodano su trame sonore. Il suono, elemento principe di questo lavoro, viene utilizzato come un tessuto su cui poter creare interventi atti ad una sua continua trasformazione creando colori e sfumature, mentre il rumore, trattato come parte del suono musicale, si accosta ai silenzi dando vita a strutture narrative. La percussione è il “mezzo” espressivo che guida questo progetto lungo le vie della ricerca e della sperimentazione.

Roberto Cecchetto Quartet

Roberto Cecchetto – chitarra

Francesco Diodati – chitarra

Andrea Lombardini – basso

Phil Mer – batteria

Cercare di ingabbiare Roberto Cecchetto in un genere o in uno stereotipo è una partita persa in partenza. Controproducente e allo stesso tempo inutile. Perché a Roberto Cecchetto, come ha dimostrato nel corso della sua carriera, gli stereotipi vanno stretti. Perché per dirla come Duke Ellington, la musica si divide in due categorie: quella buona, e l’altra. Ogni lavoro del chitarrista milanese mette in mostra, talvolta in chiaroscuro, altre in maniera più smaccata, il fatto che la sua musica nasce senza sovrastrutture, è “soltanto” mezzo espressivo. Il nuovo progetto Floors ne è la prova. Un viaggio che partendo dal jazz arriva al rock, passando per Neil Young e approdando nella musica Radiohead. Una sorta di prosecuzione ideale di quel meraviglioso lavoro che fu Mantra, disco che vedeva ­ tra gli altri al suo fianco ­ Francesco Bearzatti. Un progetto questo Floor, in cui la splendida penna di Cecchetto disegna nuovi scenari senza mai dimenticare il passato. E nel gioco di mischiare le carte questa volta Cecchetto ha voluto accanto a sé, in prima linea, un giovane e talentuoso musicista come Francesco Diodati. Due generazioni a confronto, due stili diversi ma pieni di affinità: probabilmente due dei più brillanti e cristallini talenti delle sei corde in Italia. Insieme a loro la ritmica formata da Andrea Lombardini al basso elettrico e Phil Mer alla batteria, due musicisti che sanno muoversi nella musica senza inutili formalisti.

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