UmbriaEnsemble, Quartetto Viotti, Carniarmonie a Fresis di Enemonzo

Sabato 30 Luglio, con inizio dalle ore 20.45, nella rinascimentale Chiesa di Santa Giuliana a Fresis di Enemonzo

UmbriaEnsemble, Quartetto Viotti, Carniarmonie a Fresis di Enemonzo. Ricca di memorie storiche e rinomate bellezze naturalistiche, la Carnia affonda le sue origini già nel Paleolitico e nell’età del Ferro, come testimoniato dai ritrovamenti di insediamenti umani organizzati. Da allora la Carnia è stata lo splendido scenario sul quale si sono susseguite ed intrecciate civiltà tra loro diversissime, Celti e Romani prima; poi Ostrogoti, Longobardi e Franchi fino al lungo dominio del Patriarcato di Aquileia ed alla sua confluenza nella Repubblica Veneta. Di questo caleidoscopio di culture e tradizioni diverse è rimasta l’attitudine a cercare e ad investire nei valori duraturi della cultura e della bellezza.

Non è un caso, infatti, se proprio in Carnia si tiene un Festival tra i più prestigiosi di tutto il territorio nazionale: Carniarmonie, che quest’anno festeggia i suoi primi venticinque anni, un anniversario importante per il Festival ed il suo sempre numerosissimo pubblico.

Edizione da incorniciare, Carniarmonie prevede nel suo cartellone un Concerto del Quartetto Viotti (Mezzena e Barnaba, violino; Ranieri, viola; Berioli, violoncello) insieme con il chitarrista Claudio Piastra.

Sabato 30 Luglio, con inizio dalle ore 20.45, nella rinascimentale Chiesa di Santa Giuliana a Fresis di Enemonzo il Quartetto Viotti aprirà il Concerto con il Quartetto Concertante n° 2 in Sib Maggiore di Giovanni Battista Viotti, opera della piena maturità del compositore piemontese che fu attivo e particolarmente apprezzato presso le principali corti europee esportando uno stile ed una tecnica destinate a lasciare il segno.

Con il chitarrista Claudio Piastra, nella seconda parte del Concerto il Quartetto Viotti eseguirà lo straordinario Quintetto op.143 di Mario Castelnuovo Tedesco, composto nel 1950 su richiesta del grande Andrés Segovia che lo eseguì per la prima volta in pubblico a Los Angeles nel 1951 con il Quartetto Paganini.

Così lo stesso Autore presenta il Quintetto op.143:“Si tratta di un’opera melodiosa e serena, in parte neoclassica e in parte neoromantica (come la maggior parte dei miei lavori). Potrei dire che è scritto in modo quasi schubertiano, dal momento che Schubert è sempre stato uno dei miei compositori preferiti.”

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