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UmbriaEnsemble, Paradossi d’Amore, domenica 12 Marzo al Palazzo dei Priori

Domenica 12 Marzo, ore 17, Sala della Vaccara, Palazzo dei Priori- Perugia Paradossi d’Amore

UmbriaEnsemble, Paradossi d'Amore, domenica 12 Marzo al Palazzo dei Priori

Le contraddizioni – apparenti o reali – si dice siano il sale della vita, che di esse è costellata. Le contraddizioni che insistono sull’esperienza comune, sulla nostra vita, negandone l’immediata “verità”, si dicono paradossi. Paradossi che investono la nostra percezione della realtà quotidiana, i nostri sensi, finanche i nostri sentimenti, e che sono tuttavia il più potente stimolo alla riflessione ed alla conoscenza.

E dove, più che nell’amore, il paradosso disegna le sue trame più imprevedibili? Amplificati dall’eco dell’altro, i paradossi d’amore acquistano forme spesso tanto iperboliche da trasformare un sentimento nel suo opposto. In questo gioco reale e simbolico di doppi piani e dimensioni che si comprendono annullandosi, e viceversa, si muove lo spettacolo “Paradossi d’Amore”, che Domenica 12 Marzo, con inizio dalle ore 17 nella medievale Sala della Vaccara del Palazzo dei Priori a Perugia ( l’ingresso è libero), vede in scena la Musica di UmbriaEnsemble con le letture di Women@Work.

In scena due musicisti (Luca Ranieri, viola; M. Cecilia Berioli, violoncello) e due scrittori (Costanza Bondi e Giampiero Tasso) che in una partitura originale, articolata tra parole e suoni celebrano in modo non convenzionale l’amore nelle sue innumerevoli (e perfino contraddittorie) sfaccettature, al culmine di una settimana che vede numerosi eventi dedicati alla Festa della Donna.

Tratte da “Presente Assente, paradosso di un amore” – il romanzo scritto a quattro mani da Costanza Bondi e Giampiero Tasso, pubblicato da Futura Edizioni e definito dalla critica “il romanzo poetico più romantico degli ultimi tempi” – le letture scelte ed affidate alla viva voce degli stessi Autori, dialogano con le pagine della letteratura musicale classica e romantica (Corelli, Vivaldi,Bach, Beethoven, Faurè…) in un sottile gioco timbrico tra viola e violoncello, dove le sonorità sconfinanti tra i due strumenti ben interpretano l’itinerario, percorso sempre sulla linea di confine, di questo viaggio tra memoria e passione, follia ed ironia, lucidità ed sublimazione.

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