Umbria Jazz porta l’italian style in Cina

Dal 27 aprile all''8 maggio, Rea, Bosso e la Funk Off in concerto

Umbria Jazz porta l'italian style in Cina

Umbria Jazz porta l’italian style in Cina

Umbria Jazz per la prima volta in Cina, e con il festival la Regione, d’intesa con il Ministero degli esteri e quello dei beni culturali, promuoverà il suo brand ed insieme il Made in Italy. D’altra parte il “top jazz” italiano è una delle eccellenze culturali nazionali sulla scena internazionale.

Umbria Jazz China 2016 è stata presentata questa mattina a Roma, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede del Ministero dei beni culturali. L’evento si svolgerà dal 27 aprile all’8 maggio a Pechino, Shangai, Quigdao e Canton, organizzato dalla Fondazione Umbria Jazz con il sostegno del MIBACT, della Regione Umbria, dell’Ambasciata Italiana,  dei Consolati Italiani  e degli Istituti Italiani di Cultura interessati dagli eventi, dell’ICE Shanghai, della Fondazione Italia Cina, del “main Sponsor” Farchioni (terzo gruppo alimentare italiano), e di importanti istituzioni, governi locali e sponsor cinesi. All’incontro con la stampa, nel corso del quale è stato anche presentato l’evento di promozione turistica dell’Umbria che si terrà il 5 maggio a Shangai, sono intervenuti il vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli e l’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini, Stefano Mazzoni, vice presidente della Fondazione Umbria Jazz, Gianni Bastianelli dell’Enit, Andrea Canapa della Fondazione Italia Cina, Marco Farchioni per l’azienda Farchioni, e il dottor Francesco Tapinassi del Mibact.

“Umbria Jazz rappresenta al meglio il brand dell’Italia e dell’Umbria – ha affermato Paparelli – ed è uno straordinario strumento di promozione del sistema Paese. Un evento capace di intercettare l’attenzione dei giovani cinesi, molto appassionati ed interessati al jazz, ed in genere alla cultura italiana”. Il vice presidente ha quindi ricordato che la Regione Umbria “ormai da tempo ha avviato una azione sistematica di promozione in Cina”, e riferendosi ai recenti “Cina days”, svoltisi a Perugia, ha auspicato che “questo evento possa trasformarsi in un appuntamento annuale e di carattere nazionale”.

Quanto alle iniziative di promozione previste per la missione in Cina Paparelli ha annunciato che sarà sottoscritto un protocollo d’intesa con la più grande azienda di prenotazione alberghiera on line ed un accordo con “WiChat”, il più diffuso servizio di comunicazione attraverso messaggi di testo e vocali in tutta la Repubblica Popolare Cinese. Paparelli, infine, ha voluto ringraziare gli sponsor privati (Farchioni e Beijing Hongtian Yihua Investment Company), grazie ai quali sarà possibile questa importante iniziativa di promozione in Cina.

“Un bel connubio” lo ha invece definito l’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini, “quello tra il lavoro che da tempo la Regione sta realizzando per promuovere l’Umbria in Cina e l’evento culturale tra i più importanti in Italia ed in Europa quale è Umbria jazz”. “Sappiamo ormai che il jazz rappresenta il linguaggio musicale universale dell’ultimo secolo. Ed Umbria jazz rappresenta a sua volta al meglio ciò che è l’Umbria, ma anche l’Italia, e quindi il Made in Italy. Un brand che incontra la simpatica e la curiosità dei cinesi, un popolo voglioso e interessato a conoscere la nostra cultura, ma anche le nostre tradizioni agro alimentari ed enogastronomiche”.

Umbria Jazz

2 Commenti su Umbria Jazz porta l’italian style in Cina

  1. Mi sembrano dei commenti senza un fine ,solo a giustificare un viaggio turistico a spese della cittadinanza,dimostra la mancanza di rispetto nei confronti di chi soffre in Umbria se si analizza il progetto non gira da qualsiasi parte si voglia far sentire utile o positivo i politici sono questi MAi soldi sono i nostri speriamo portino via anche Leonelli altrimenti si suicida questa volta se come un mese fa lo fanno scendere dall’aereo vero Porzi

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