UMBRIA JAZZ NEL SEGNO DI “LADY DIANA KRALL”

DianaKrall-2592di Milena Wieczorek (umbriajournal.com) PERUGIA – Diana Krall, bella e raffinata crooner ha inaugurato la quarantesima l’edizione di Umbria Jazz 2013 con l’aria intrigante e trasognata con il brano di sapore rag e swing “We just couldn’t say goodbye”. Il suo fascino interpretativo, alimentato dalle calde e sottilmente erotiche pieghe della voce, ha creato una magia irripetibile dell’Arena di Santa Giuliana di Perugia, riempita di gente. Il caratteristico logo e scenografia dei tour europei, uno spicchio di Luna costellata di luci calde rosse e blu, rispecchia le sonorità nostalgiche e malinconiche della jazzista. Ieri sera, Diana Krall con ironia e con rinnovato senso di tenerezza e intimità ha interpretato i brani del suo nuovo album “Glad Rag Doll” (Verve Records), che si discostano in qualche maniera dal carattere prettamente jazzistico che ha contraddistinto le sue composizioni passate, per delineare incantevoli mood di segno diverso, come le ballate “Wide river to cross”, “Prairie lullaby” “Just like a butterfly”.

Un’esplorazione esilarante e avventurosa di nuovi suoni, nuove strumentazioni e nuovi musicisti. L’inconfondibile pianismo ‘blue’ di Diana ritorna invece in due suadenti brani, “Garden In The Rain” e “As long as i love”. Diana chiama semplicemente l’album: “Una canzone e disco dance”. Il disco si rivela, in sostanza, come significativo punto di svolta nel momento in cui tutta la musica, swing, rock, e “taboo”, si incontra con canti di nostalgia,conforto e rimpianto. In realtà, si tratta di brani che Krall ha passato una vita ad immaginare. I primi lavori per la Impulse! erano molto calati nella tradizione jazz, poi la Krall è passata alla Verve ed  ha parzialmente modificato il suo repertorio uscendo dai terreni più specialistici e non disdegnando classici pop (‘’Love Letters’’, Besame Mucho’’), ha adottato orchestrazioni più sofisticate e complesse, ha fatto ricorso a produttori come Tommy Li Puma e Johnny Mandel e ad arrangiatori come Claus Ogerman. Il concerto del Santa Giualiana è stato ricco di fascinazioni, interpretato splendidamente con una gamma di suoni e colori sorprendenti, apprezzato e applaudito anche dai “puristi” per la sua meravigliosa non ortodossia.

Al concerto di Perugia, Diana si è circondata di musicisti sessionmen di prima qualità, come il chitarrista e violinista dal tocco inconfondibile, Stuart Duncan, il chitarrista Aram Bajakian, ma anche Dennis Crouch al basso, Patrick Warren alla tastiera e Karriem Riggins alla batteria. Anche ieri sera, la pianista ha dimostrato l’immensa classe e raffinatezza espressive, la sua voce inconfondibile, raffinata e sensuale, e i tasti bianchi e neri del suo pianoforte dimostrano il suo amore incrollabile per il jazz, swing, rag, blues e soul e sono la chiave del suo successo. Le prossime tappe del suo tour europeo sono: Lucca 7 luglio in piazza Napoleone, Roma 9 luglio in Auditorium Parco della Musica e la seguente location a Stuttgart in Germania.

 

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