Umbria Jazz, il programma dei concerti gratuiti in piazza

Quest'anno la "sezione piazza" conosce una impennata di qualità e offre grandi spettacoli

Umbria Jazz, il programma dei concerti gratuiti in piazza

La musica in piazza gratuita fu il tratto distintivo più dirompente di quella rivoluzione del modo di fruire del jazz che nel 1973 si chiamò Umbria Jazz. La musica, come scrisse Vittorio Franchini, in piazza come un servizio sociale. Pur con il passare del tempo e delle edizioni, con il mutamento del pubblico, con l’avvento di nuovi modi di accostarsi al concerto, quell’anima di Umbria Jazz è rimasta come tratto imprescindibile della sua identità.

Quest’anno la “sezione piazza” conosce una impennata di qualità e offre grandi spettacoli.

SAMMY MILLER & THE CONGREGATION.

Dopo lo showcase la sera della inaugurazione, prima di Massimo Ranieri, Miller e soci si esibiranno tutti i giorni sui palchi gratuiti. Il loro jazz gioioso, come lo definiscono gli stessi musicisti, fatto per diffondere allegria, sarà la colonna sonora della festa in piazza.

FUNK OFF.

Sono ormai molti anni (la prima volta fu nella edizione 2003 a Perugia) che i Funk Off rappresentano una specie di cartolina musicale di Umbria Jazz. Una street band italianissima è riuscita a prendere il posto delle marching band di New Orleans, che il festival aveva introdotto in Italia, e non le ha fatte rimpiangere.

FRED WESLEY & THE NEW JBs.

Fred Wesley è uno dei pochissimi che abbiano conseguito gli stessi eccellenti risultati sia come jazzman che come interprete dei generi più popolari come soul, funky, r&b. Da suonatore di jazz ortodosso ha fatto parte dell’orchestra di Count Basie, e per raccontare la sua carriera di musicista funky basta dire che fu una colonna delle band di Ike e Tina Turner, poi di James Brown, infine di George Clinton.

RAY GELATO & THE GIANTS.

Londinese figlio di un militare americano di stanza in Gran Bretagna, il giovane Ray è cresciuto ascoltando da un lato le canzoni di Frank Sinatra e Dean Martin, dall’altro il rock & roll ed il jive di Louis Jordan, Louis Prima e Bill Haley. Per il sax tenore il suo modello era Sam Butera.

A partire dalla sintesi di queste influenze, Ray ha costruito una formula esplosiva che ricicla con freschezza, energia e grande sense of humor, la musica spensierata che si suonava e si ballava negli anni 50 e 60.

ALLAN HARRIS QUINTET.

Il pubblico di Umbria Jazz lo conosce benissimo, avendo avuto modo di ascoltarlo molte volte. Cantante e chitarrista, rappresenta la quintessenza della vocalità jazz, erede di un’arte, quella dei crooner, che in passato ha prodotto grandi interpreti. Harris è stato nominato dall’annuale, prestigioso referendum dei critici di Downbeat “Rising star jazz vocalist”. In America è la consacrazione ufficiale di una stella.

PEDRITO MARTINEZ GROUP.

“Pedrito è un genio”. Firmato, Wynton Marsalis. Nel genere “latino” in effetti, Pedrito Martinez ha spopolato nei locali di Manhattan nell’ultimo decennio.  Cantante e percussionista cubano, con la sua band ha dispensato musica dai colori forti e ritmi incandescenti nel solco della migliore tradizione caraibica.

Altri concerti gratuiti sono quelli degli Sticky Bones, una formazione italiana che si è dedicata a riciclare il jazz e il blues delle origini; due concerti degli studenti del Conservatorio Francesco Morlacchi (a cura dei docenti); i concerti organizzati nell’ambito dei seminari del Berklee con gli allievi migliori ed i docenti della sede di Valencia. Infine, le orchestre dei college americani, che fanno ormai parte della tradizione degli spettacoli in piazza di Umbria Jazz, e quelli dei finalisti del concorso Conad.

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