Umbria Jazz, delude Simona Molinari…ma c’era Franco Cerri!

simona molinari (10)di Marcello Migliosi e Milena Wieczorek
(umbriajournal.com) PERUGIA – Solo quando e’ arrivato Franco Cerri e la sua chitarra, sul “main stage” del Santa Giuliana, la “piccola” voce di Simona Molinari e’ diventata piu’ soul. Franco Cerri ha preso subito la scena con autorevolezza e la sua, vecchia mano swing, si e’ subito fatta sentire. Suono inconfondibile il suo, un “medium” di ottima fattura, con la chitarra che ha intercalato solismi imporivvisativi fatti di note ma, soprattutto, con quello che e’ il modo “cerriano” di proporsi. Franco Cerri suona alla maniera del ragtime costruendo frasi fatte di accordi diminuiti e semidiminuiti, o comunque alterati, alla maniera dei piu’ grandi chitarristi jazz e di bossanova. Fraco Cerri ha dialogato con il tastierista impegnato con uno Horace dal superbo timbro simil Hammond3CB con Leslie. Voi capite che questo ha risollevato le sorti di un concerto forse troppo impegnativo per Simona Molinari. Il “popolo della notte” di Umbria Jazz ha tributato al grande maestro una standing ovation. Cantando con il Maestro, Molinari -:che durante la serata ha ricordato anche Lelio Luttazzi e Ornella Vanoni – ha mostrato tutti i suoi limiti come vocalist e cantante jazz. Bene, forse in studio o davanti ad un pubblico meno colto, ma non il main stage di uno dei piu’ grandi festival jazz del mondo. Niente richiesta di bis e cambio palco per la vera star della serata Dee Dee Bridgewater.

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