Umbria Jazz 2013, oltre un milione di incasso

conferenza stampadi Luana Pioppi
Fotovideoservizio e interviste di Milena Wieczorek

Oltre un milione di euro di incasso per oltre 35mila paganti (10mila in più rispetto allo scorso anno), di cui 30mila hanno assistito ai concerti del main stage dell’Arena Santa Giuliana ed oltre 5mila a quelli del Teatro Morlacchi, per un incremento di oltre il 20% rispetto al 2012, sia per incasso sia per pubblico pagante. In 10 giorni di Festival si sono tenuti 250 spettacoli alternando 330 artisti diversi nei tre palchi all’aperto, al Teatro Morlacchi, a palazzo Penna e al Jazz Lunch and Dinner; il tutto rallegrato dalla onnipresente street parade. Successo travolgente anche per dj Ralf che, per il secondo anno consecutivo, il 12 luglio in piazza IV Novembre ha fatto ballare il centro storico della città fino a tarda notte. Anche a livello web i numeri non sono stati da meno. Sono state registrate oltre 60mila visite al sito ufficiale di Umbria Jazz e quasi 50 mila likes alla pagina facebook del Festival. È questo il bilancio della 40esima edizione dei Umbria Jazz, in programma a Perugia dal 5 al 14 luglio 2013, illustrato ieri mattina presso la sala Cannoniera della Rocca Paolina.

“È stata un’edizione davvero straordinaria, di grande successo, per qualità artistica e partecipazione”, ha detto la presidente della Regione, Catiuscia Marini, intervenendo alla conferenza stampa conclusiva del Festival. “Anche per questo motivo – ha proseguito – Umbria Jazz deve essere riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Formalizzerò una lettera al Consiglio dei ministri affinché la cultura va sostenuta e questa manifestazione ha un livello elevato grazie alla presenza di artisti affermati ma anche di giovani da formare. Non è accettabile che si chieda al festival di rappresentare l’Italia nel mondo e poi lo si ignori e non lo si consideri tra i beneficiari della contribuzione pubblica da parte del Ministero. Umbria jazz, anche per la sua funzione formativa, la sua autorevolezza se la è conquistata sul campo e merita questo riconoscimento”.

Sempre in merito al successo della 40esima edizione la presidente ha affermato: “È stato un successo non solo per le migliaia e migliaia che vi hanno partecipato, ma anche per Perugia e l’Umbria. Questa edizione ha voluto ricordare ciò che è stata Umbria jazz in questi quaranta anni di storia, e ciò che ha rappresentato e rappresenta: un evento straordinario ed unico non solo nel nostro Paese. Nonostante la sua più che adulta età Umbria Jazz mantiene la sua freschezza, il suo riuscire ad essere contemporanea. Come nessun altro festival Umbria Jazz è riuscita inoltre a fidelizzare il suo pubblico, ma anche a saper essere intergenerazionale”.

Secondo la presidente dell’Umbria, “anche la formula di questo festival continua a rivelarsi vincente, riuscendo a mettere insieme istituzioni locali, camera di commercio, fondazione cassa di risparmio da una parte, e sponsor privati dall’altra, cui si aggiunge il decisivo terzo pilastro che rende possibile questo evento e che ogni anno ne segna il successo: il pubblico pagante. Nel rapporto tra costo del festival e incasso Umbria Jazz è in assoluto il primo tra eventi musicale ed artistici in Italia”. Marini ha rimarcato come “in questi quaranta anni abbiamo sostenuto Umbria Jazz e continueremo a farlo, sia per il suo valore culturale, sia per la sua straordinaria capacità di promozione dell’Umbria, anche per quel rapporto simbiotico che c’è tra Umbria Jazz ed il territorio”.

“Non dobbiamo dimenticarci – ha ribadito anche Wladimiro Boccali, sindaco del Comune di Perugia – che il 98% della forza del Festival è composta da volontari. E questo dato non è trascurabile visto che parliamo di uno tra i primi tre del mondo. Umbria Jazz è fatto con risorse diverse dagli altri due, sia in termini economici sia in termini di volontariato. Ringrazio le forze dell’ordine, la Croce rossa italiana, Gesenu perché hanno consentito che tutto andasse al meglio. Qualche mese fa ho chiesto ai grandi Festival di dare il massimo per il dossier da presentare per la candidatura a capitale europea della cultura ed anche grazie al successo di questa edizione di Umbria Jazz penso che abbiamo dimostrato di poter essere la capitale europea della cultura e di saper coinvolgere tutte le generazioni. C’è sempre qualche cosa di nuovo, tipo i concerti che si sono tenuti a palazzo della Penna. Negli ultimi 10 giorni si sono aperte 9 nuove attività. Il futuro di Umbria Jazz non può prescindere da un impegno totale delle istituzioni verso la cultura. Umbria Jazz ha un pubblico pagante straordinario, lo stesso vale per gli sponsor – ha concluso Boccali – lavoreremo per valorizzarlo ancora di più”.

Parole di elogio sono state pronunciate anche dall’assessore alla cultura della Provincia di Perugia, Donatella Porzi. “Grazie a tutti di cuore – ha detto – per non aver mollato mai. Sottoscrivo l’iniziativa della presidente Marini di pretendere un riconoscimento dal Ministero”.

Carlo Pagnotta, infine, ha subito parlato del concerto di Keith Jarrett sottolineando che “più di dare del paranoico al più grande jazzista vivente come li vogliamo chiamare gli spettatori? Andiamo ad un concerto per fare le fotografie? Deciderò con la Fondazione se sarà il caso di riprovare a chiedergli di tornare a suonare a Perugia”. Chiusa la parentesi Jarrett, Pagnotta ha sottolineato: “Qui lavora uno staff incredibile. È chiaro che l’esperienza ci ha portato a fare una manifestazione di professionisti ma c’è ancora da migliorare. Al teatro Morlacchi abbiamo dovuto mandare via anche un po’ di gente perché gli oltre 600 posti a disposizione a volte non sono bastati. C’è qualche problema per le location ma le istituzioni ci sono sempre vicine”. In coda alla conferenza stampa Carlo Pagnotta ha sottolineato che sarà presente i primi di agosto al Festival di Newport e che dopo 50 anni sarà di nuovo invitato un artista italiano a suonarci. Tale onore è stato concesso al pianista Stefano Bollani.

Insomma nonostante la crisi economica Umbria Jazz ha fatto centro con un cartellone e un bilancio degni delle grandi occasioni. Molte sono state, infatti, le manifestazioni musicali in Italia costrette a chiudere per mancanza sia di fondi che di spettatori. Umbria Jazz, contro tendenza come sempre, ha visto crescere i suoi fan che durante i 10 giorni del festival hanno affollato le vie del centro ricreando quella tipica atmosfera di festa che evoca le prime edizioni. Il tutto anche grazie alle istituzioni, Regione dell’Umbria, Provincia e Comune di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio, Camera di Commercio, Fondazione Brunello Cucinelli, Nestlè e ai sostenitori privati. Ma è soprattutto il pubblico, con il suo grande affetto, ha reso ancora una volta Perugia la grande capitale del jazz per 10 giorni e ha fatto si che Umbria Jazz 13 superasse la sua prova. Il miracolo del festival di Umbria Jazz è quello di aver creato un evento popolare dai grandi numeri e dalla forte risonanza, immerso in un ambiente assolutamente peculiare che non ha eguali in tutto il mondo e che, con l’aggiunta di qualche ineffabile elemento, lo rendono unico ed irripetibile.

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