Umbria Jazz 2013 Keith Jarrett a Perugia

keith-jarret-trio-smilingKeith Jarrett torna a Umbria Jazz. Il trio del grande pianista (Gary Peacock al contrabbasso e Jack DeJohnette alla batteria) sara’ a Perugia il 7 luglio, e si intrecceranno due anniversari: il trentesimo della nascita del gruppo, ed il quarantesimo del festival umbro, che ha gia’ annunciato Sonny Rollins e Diana Krall. Jarrett suono’ l’ultima volta a Perugia il 10 luglio del 2007, quando fece il giro del mondo il suo contrasto con il pubblico per via dei flash che lo disturbavano. Nato da una famiglia multietnica, originaria dell’Ungheria, Keith è il maggiore di cinque fratelli. In famiglia, sin da piccolo, respira aria di musica. La nonna paterna suona il pianoforte ed una zia lo insegna, mentre il padre, che a causa della Grande depressione non è riuscito ad avere una buona educazione musicale, è ugualmente un grande appassionato. La madre, dal canto suo, fin da piccola ha studiato musica[3] ed ha avuto modo di cantare in alcuni cori locali. Keith Jarrett inizia a prendere lezioni di pianoforte all’età di tre anni, svolgendo studi classici e venendo incluso in varie esibizioni all’Academy of Music di Philadelphia e al Madison Square Garden[4] e si esibisce nel primo concerto a nove. Dai dodici anni in poi suona come professionista[5] e dai quindici intraprende studi di composizione.[4] Entra quindi al Berklee di Boston ed ottiene una borsa di studio per studiare alla prestigiosa cattedra di Nadia Boulanger a Parigi (la stessa cui si rivolsero anche Astor Piazzolla e Philip Glass), ma, declina cortesemente[6] e si trasferisce a New York nel 1964, esibendosi al Village Vanguard.[4] Suona con il clarinettista Tony Scott, che aveva suonato anche con Billie Holiday. Successivamente Jarrett è con Art Blakey nei Jazz Messengers.[5] Fra i messaggeri Jarrett coltivò quel gusto per il gospel[7] e il blues che non lo abbandonò mai più. Era il dicembre 1965 e Jarrett aveva 20 anni. Tre mesi dopo lo si ascolta nel quartetto di Charles Lloyd, un gruppo importante, che raccolse molti consensi,[6] e in cui Jarrett incontrò un batterista, anch’egli giovanissimo, destinato ad incrociarsi con la sua carriera, Jack DeJohnette. Jarrett in quel quartetto matura, tanto da decidere di lasciare Lloyd e di fondare il suo trio con Charlie Haden, icona del contrabbasso free, e Paul Motian, batterista passato per il trio di Bill Evans. Il primo album che vede Jarrett nel ruolo di leader, Life Between the Exit Signs (1967), viene pubblicato in questo periodo dall’etichetta Vortex, seguito da Restoration Ruin (1968). Un altro album, Somewhere Before, venne pubblicato nel 1968 per l’etichetta Atlantic. Suonò spesso il sassofono e vari tipi di percussioni nel Quartetto Americano, ma a partire dallo scioglimento del gruppo non suonò spesso strumenti diversi dal pianoforte acustico. Nella maggioranza degli album degli ultimi venti anni ha suonato solo il piano acustico. Jarrett ha sofferto di quella che venne diagnosticata come una sindrome da fatica cronica alla fine degli anni novanta, e fu costretto al confino nella sua casa per lunghi periodi di tempo.[3] Grazie a questo isolamento, ha compiuto buoni progressi verso una completa guarigione[3] ed ha registrato un nuovo album The Melody at Night, With You,[8] originariamente ideato come regalo diNatale per la moglie.[3] Contrariamente alle sue precedenti modalità di lavoro, in questo album suona il piano da solo, non con pezzi classici o completamente improvvisati, ma piuttosto con vecchie canzoni e standard.[8] Nel 2004 Jarrett ha vinto il premio musicale Léonie Sonning, normalmente associato a musicisti di musica classica e a compositori, che in precedenza è stato assegnato ad un solo musicista jazz, Miles Davis. La prima persona a ricevere tale premio fu, nel 1959, Igor Stravinskij. Vive a Union, New Jersey.[9]

 

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