Umbria Jazz 16 accende i riflettori venerdì 8

L'edizione 2016 offre importanti novità o, meglio, ritorni

Umbria Jazz 16 accende i riflettori venerdì 8. Benvenuti a Umbria Jazz 16 che accende i riflettori venerdì con il concerto di Massimo Ranieri all’arena Santa Giuliana e si concluderà domenica 17 luglio.
Anche quest’anno, come i frequentatori abituali di UJ sanno bene, il cartellone offre musica di qualità – al chiuso a all’aperto, a pagamento e gratuita – con l’obiettivo di andare incontro a tutti i gusti.
Il festival ruota attorno alla formula che riesce a sommare la grande musica e le suggestioni dell’ acropoli perugina, un concentrato di storia, arte, tradizioni. È questa l’identità che fa di Umbria Jazz, fin dalla nascita, un evento unico nel panorama musicale italiano.

Lo scenario dei grandi eventi è, come avviene da 14 anni, l’Arena dove, tra gli altri, si potranno ascoltare Mika, Buddy Guy, Diana Krall, Stefano Bollani, Chick Corea, Pat Metheny & Ron Carter, la reunion di Steps Ahead, l’inedita partnership John Scofield- Brad Mehldau – Mark Guiliana, Marcus Miller, il quartetto di Branford Marsalis con Kurt Elling, Melody Gardot, George Clinton. I concerti nei due teatri cittadini (la rilettura di Bach di Ramin Barhami-Danilo Rea, Roberto Gatto, The Golden Circle, l’omaggio “Duke” di Fabrizio Bosso, la novità Jacob Collier, Ezio Bosso, la Cosmic Renaissance di Gianluca Petrella e molto altro) propongono musica di qualità per veri jazz fans.

I palchi all’ aperto (musica in piazza e gratuita) rappresentano la continuità con l’Umbria Jazz delle origini e la sua vocazione popolare. Con il funky di Fred Wesley, i ritmi cubani di Pedrito Martinez, la classica vocalità di Alan Harris e lo swing-jive di Ray Gelato, e naturalmente con i Funk Off, ci sarà da divertirsi. L’edizione 2016 offre importanti novità o, meglio, ritorni. Alle tradizionali location del festival si aggiungono due spazi simbolo di Perugia: la basilica di San Pietro, dove Paolo Fresu presenterà due sue produzioni, una delle quali inedita, frutto della collaborazione tra Umbria Jazz e Sagra musicale Umbra, e la Galleria Nazionale dell’ Umbria, dove, nell’ambito dei concerti di mezzogiorno si esibirà, oltre agli artisti della etichetta Tuk.

Music, anche il giovanissimo (13 anni) prodigio Joey Alexander. La Galleria ospita anche una mostra fotografica di Silvia Lelli e Roberto Masotti. Ed a proposito di collaborazione con le istituzioni culturali perugine, spicca la rilettura della Such Sweet Thunder di Duke Ellington a cura di Mario Raja con l’orchestra del Conservatorio in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di William Shakespeare.

Infine, per il trentunesimo anno, i Corsi del Berklee College of Music di Boston, cominciati ieri, permetteranno a circa 200 ragazzi di approfondire il linguaggio del jazz con gli insegnanti ed il metodo didattico della più famosa scuola di musica popolare americana.

L’obiettivo di Umbria Jazz 16 è di confermarsi grande manifestazione internazionale e nello stesso tempo fortemente legata al suo territorio, del quale rappresenta storia, cultura, bellezza e contemporaneità.

QUALCHE NUMERO
Per dare un’idea della complessità della manifestazione basta pensare che in dieci giorni si tengono quasi 240 eventi con 450 musicisti, che i palchi sono otto, più due ristoranti e lo stesso centro storico come teatro delle esibizioni della marching band, che nell’organizzazione sono coinvolte a vario titolo 300 persone, che vengono accreditati 150 tra giornalisti, fotografi e operatori TV, che da Cina e Giappone arrivano i due inviati dei paesi più lontani.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*