Trasimeno Blues approda in Mali, la più remota culla del Blues

Terakaft(umbriajournal.com) CASTIGLIONE DEL LAGO – L’edizione 2013 di Trasimeno Blues si volge all’Africa e, quasi a seguire le orme del noto film documentario di Martin Scorsese, il viaggio alle radici del Blues si dirige “Dal Mississippi al Mali”, nel cuore del continente che è stato la più remota culla del Blues e demiurgo del Desert Blues.

La musicalità del Desert Blues, nuovo genere creato dai viandanti sahariani che ha ottenuto prestigio e popolarità all’estero, manifesta un orgoglioso senso di appartenenza, magnificando la cruda bellezza del Sahara e raccontandone le asprezze. I ritmi e i canti ipnotici della tradizione autoctona sono fusi con forme occidentali Rock e Blues: tale commistione di codici avvenne nella regione sub sahariana in seguito alla diaspora degli africani schiavizzati e deportati nelle piantagioni americane, rendendo le sonorità della regione la più caratteristica espressione della cultura afroamericana.

Trasimeno Blues approda in questa terra contesa, crocevia di culture e di linguaggi musicali, ospitando alcuni artisti che rappresentano la grande ricchezza musicale e l’ardente forza di questi popoli. Il 23 luglio, il Parco il Sodo di Tuoro si riempirà dei riff selvaggi e ustionanti dei Terakaft, formazione Tuareg del Mali che annovera tra i suoi componenti i co-fondatori dei Tinariwen che firmano gran parte del repertorio. Il sincretismo delle due chitarre ritmiche e i toni profondi del basso ricordano i passi, delicati ma decisi, di un cammello sulle lande desolate, mentre il battito pulsante delle percussioni fa viaggiare l’ascoltatore fino al cuore più profondo, comunitario e coinvolgente del Sahara.

I Terakaft, “carovana” in Tamasheq, sono un gruppo desert rock, forgiato dall’aria ustionante e dalle infinite dune del Sahara; i loro riff selvaggi incarnano tutto ciò che c’è di sfrenato e libero nel desert blues odierno. Sanou Ag Ahmed forma il gruppo del 2001 presso Kidal (Mali) insieme a Kedou Ag Ossad, membro della line-up originale dei Tinariwen; ad essi si aggiunge nel 2006 lo zio di Sanou, Liya Ag Ablil (aka Diara). Anche Diara militò come membro costitutivo dei Tinariwan, con i quali suonò per quasi vent’anni, che lasciò prima del tour internazionale della band. I Terakaft hanno all’attivo due album, “Bismilla, The Bko Sessions” (2007) e “Akh Issudar” (2008), e un EP con le registrazioni dal vivo degli ultimi concerti prima che Kedou lasciasse il gruppo e fosse sostituito da Abdallah Ag Ahmed, fratello minore di Sanou, che con il suo ingresso ha reso la line up “familiare”.

La maggior parte del repertorio è stata scritta dai co-fondatori dei Tinariwen, mentre le canzoni più moderne sono state composte da Diara, Sanou e Abdallah, rivelando un sound più pop – con l’accezione di “popolare”-, tanto da essere ascoltate e cantate quotidianamente dai giovani Tamasheq. E’ una band da vedere assolutamente dal vivo: il sincretismo delle due chitarre ritmiche, i toni profondi del basso ricordano i passi, delicati ma decisi, di un cammello sulle lande desolate, mentre il battito pulsante delle percussioni fa viaggiare l’ascoltatore fino al cuore più profondo, comunitario e coinvolgente del Sahara.

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