Perugia, al via il 62° anno della Scuola diocesana musica sacra “G. Frescobaldi”

Quanto l’arte dei suoni possa dare alla persona e alla preghiera comunitaria nella liturgia

Perugia, al via il 62° anno della Scuola diocesana musica sacra “G. Frescobaldi”

Perugia, al via il 62° anno della Scuola diocesana musica sacra “G. Frescobaldi” Fondata da mons. Pietro Squartini nel 1954, la Scuola diocesana di musica sacra “G. Frescobaldi”, con sede nell’Auditorium Marianum in corso Cavour di Perugia, lunedì pomeriggio 3 ottobre, inizia le attività del suo 62° Anno scolastico con le cattedre degli insegnamenti di teoria, pianoforte, organo, canto gregoriano, canto corale, coro di voci bianche, canto lirico, violino, violoncello, chitarra, arpa, tastiera, flauto, clarinetto, sassofono, tromba, storia della musica e armonia. «In questa Scuola di musica, la più antica non statale della città – sottolinea il suo direttore, il maestro mons. Francesco Spingola –, ha un posto privilegiato lo studio dell’organo. Questo strumento, dotato di 1.475 canne, caratterizza non poco l’ambiente settecentesco dell’Auditorium (l’antica chiesa perugina di Santa Maria di Colle, n.d.r.), dove ai nostri allievi vengono impartite “lezioni individualizzate” con orario scolastico pomeridiano, da concordare con gli stessi allievi» (per info contattare nelle ore pomeridiane la segreteria della Scuola allo 075.5736171).

«Da alcuni anni – evidenzia mons. Spingola – la Scuola diocesana di musica sacra è frequentata non solo da giovani e giovanissimi, ma anche da parecchi pensionati e nonni. Quest’ultimi, in non pochi casi, si sono lasciati attrarre dal canto e dalla musica dei loro nipoti».

E’ un vanto per questa istituzione culturale diocesana aver formato decine di operatori per le attività canoro-musicali parrocchiali e preparato numerosi allievi che hanno continuato i loro studi al Conservatorio musicale statale e non pochi di loro esercitano un’onorata professione nell’arte della musica. E’ questo un po’ lo spirito per il quale nacque questa Scuola diocesana di musica sacra, che ancora oggi si prefigge due fondamentali obiettivi, come ricorda il suo direttore: «Quanto l’arte dei suoni possa dare alla persona e alla preghiera comunitaria nella liturgia; preparare coloro che si apprestano a diventare guide dei gruppi corali ad iniziare da quelli parrocchiali».

La diffusione a Perugia dell’arte musicale sacra di questa Scuola si è incrementata nel tempo sotto la direzione di mons. Spingola nel portare avanti il progetto del suo predecessore mons. Squartini. Il maestro Spingola ha offerto al pubblico perugino esecuzioni prestigiose come quelle del clavicembalista canadese Gilbert Kenneth, dell’arpista Gina Capone, del Coro della cattedrale di Cracovia, per citarne alcune. L’attività della Scuola “Frescobaldi”, come ricorda lo stesso suo direttore, si è ampliata sul finire degli anni ’80 «con la promozione del concorso pianistico nazionale “Piccole mani – Pietro Squartini”, per pianisti giovanissimi che ha premiato tanti ragazzi che oggi sono sui palcoscenici come concertisti (tra loro il perugino Alessandro Roselletti, movimentando per quasi un ventennio oltre 200 giovani, didatti e compositori».

Attualmente la Scuola diocesana perugina di musica sacra è impegnata anche nel campo della ricerca musicologica, pubblicando il semestrale Studi e documentazione dal 1982 al 2011 per un totale di 60 fascicoli. «Da questa ricerca è stato raccolto un poderoso volume di 460 pagine a cura di Renzo Giorgetti, dal titolo Organi e organari in Umbria dal 1400 ai nostri giorni – spiega mons. Spingola –, oggi richiesto anche da oltre i confini nazionali». Alla Scuola “Frescobaldi” non solo vengono impartite lezioni di strumenti musicali, ha si fa anche ricerca ed altra sua non piccola realtà culturale è la Biblioteca musicale, la cui attività fu avviata dal suo fondatore, mons. Squartini, e continua tutt’ora, digitalizzata ad opera della prof.ssa Cinzia Violetti, ricca di opere vocali e strumentali da camera, classiche e moderne, specialmente di musica sacra.

Com. stampa a cura di Riccardo Liguori /

 

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