MUSICA: MARINI, UMBRIA JAZZ HA CAMBIATO MODO FARE COSTUME

UMBRIAjazz40ESIMOANNIVERSARIO(umbriajournal.com) PERUGIA – “Umbria Jazz fu una intuizione felice, che quarant’anni fa unì il sogno di chi del jazz aveva fatto la propria passione con l’attenzione, la competenza e la lungimiranza di un’amministrazione regionale, che da subito comprese la bontà dell’idea e le fornì il sostegno necessario per nascere e svilupparsi, anno dopo anno, in ciò che adesso è diventata, un importantissimo festival, oltre che fenomeno culturale e di costume, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, in un saluto idealmente indirizzato, nel giorno di esordio di “Umbria Jazz 2013”, a tutti quanti, nei quarant’anni della manifestazione, hanno contribuito al suo successo, a cominciare dal direttore artistico Carlo Pagnotta e dal presidente Renzo Arbore, per non parlare dell’autore del fortunato logo di “UJ”, Antonio Todini, e comunque – ha sottolineato la presidente – rivolto a tutti, senza dimenticare alcuno, amministratori, organizzatori, sponsors, artisti e pubblico.

“L’Umbria e le sue istituzioni – ha proseguito la presidente -, con la Regione in prima fila, l’Umbria con la sua immagine forte di bellezza artistica e centri storici, si è fin dai suoi inizi indissolubilmente legata alla musica dei più grandi jazzisti, creando un ‘mix’, un’armonia inedita, un’atmosfera assolutamente singolare, frutto di un fecondo intreccio di culture, di forme espressive e di modi di stare insieme nel segno della musica. Basti ricordare – ha detto la presidente – il modo in cui ‘Umbria Jazz’, con la sua funzione di palcoscenico internazionale, di stimolo e di ricerca, abbia influenzato e fatto crescere il jazz italiano nel mondo, oggi per riconoscimento unanime secondo solo a quello americano; basti pensare alla funzione formativa di ‘Umbria Jazz’, presso la quale si tiene ogni estate il ‘Berklee College of Music’ di Boston, a testimonianza di come negli Stati Uniti oggi si guardi all’Italia, grazie anche alla grande manifestazione umbra, come ad una sorta di ‘seconda patria’ del jazz”.

“‘Umbria Jazz’ – ha detto ancora la presidente – si è in questi anni nutrita di Umbria, delle sue peculiarità e dei suoi valori, e l’Umbria si è nutrita di ‘Umbria Jazz’, facendo della manifestazione un importante vettore per la sua immagine complessiva e per la sua promozione a livello internazionale”. Proprio per questo, oltre che un fenomeno musicale – ha aggiunto Catiuscia Marini -, ‘Umbria Jazz’ è stata ed è anche un positivo fenomeno di costume, che ha accompagnato e influenzato la vita sociale di questi decenni: a dimostrarlo sta l’atmosfera ‘glamour’ e di apertura al mondo, che si respira durante i dieci giorni dell’evento, soprattutto grazie al pubblico giovanile. I Grandi Festival fanno bene all’Umbria – ha concluso la presidente -, alla sua cultura, alla sua coesione e alla diffusione del suo ‘brand’: nell’edizione dei suoi “primi quarant’anni”, ringraziamo tutti, nell’attesa dei prossimi quaranta, che dovranno essere – ha concluso – altrettanto fecondi e luminosi”.

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