Morlacchi, conservatorio concerto all’abbazia di San Pietro sulle note di Carissimi

L’Università degli studi di Perugia ha chiuso i suoi eventi Expo2015

Conservatorio Morlacchi concerto all’abbazia di San Pietro sulle note di Carissimi

Morlacchi, conservatorio concerto all’abbazia di San Pietro sulle note di Carissimi

da Marzo Zuccaccia
Si è svolto venerdì 11 dicembre, presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria nel complesso dell’Abbazia di San Pietro a Perugia il concerto dell’Ensemble vocale e strumentale del Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia, diretto da Luigi Ciuffa. L’iniziativa promossa da ANAI Umbria, in collaborazione con il Conservatorio di Musica F. Morlacchi di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia, ha coniugato musica e archivi storici.

L’Università degli studi di Perugia ha chiuso i suoi eventi Expo2015 con il concerto offerto dal Conservatorio di Musica Francesco Morlacchi in collaborazione con la Sezione umbra dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI). Un evento programmato nella suggestiva cornice del complesso monumentale di San Pietro, dove le note barocche del Baltazar di Carissimi hanno risuonato tra le cornici dell’antica sala benedettina, oggi Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali.

La collaborazione tra così tanti enti è nata per creare un momento di condivisione e di cultura con un linguaggio, la musica, immediato e intessuto di suggestioni. L’esecuzione del Baltazar di Carissimi è piuttosto difficile da mettere in scena: il ricco strumentario, le voci solistiche e il coro ne rendono un’opera religiosa di complessa strutturazione compositiva, risolta da eccellenti soluzioni melodiche dal forte cromatismo barocco. Il Seicento è il secolo in cui i banchetti assumono una spettacolarità barocca.

I più famosi sono quelli del Re Sole, il cui rituale era un atto pubblico per il sovrano con la cena che iniziava la sera alle 22 e culminava a mezzanotte. Nella sala adibita al banchetto da un lato si collocavano il sovrano e i suoi ospiti, mentre dall’altro i musicisti.

Con Carissimi siamo nella Roma barocca, che diviene luogo di elezione dell’oratorio. Lo stile è quello del melodramma, il soggetto e sacro, ma mancano le scenografie. Durante il concerto tenuto dall’Ensemble del Conservatorio di Perugia, si sono ammirate delle immagini proiettate su sfondo bianco, tra cui una molto famosa che è Il Festino di Baldassarre. Per alcuni anni Carissimi è stato ad Assisi presso la Cattedrale di San Rufino quale maestro di cappella, prima di trasferirsi a Roma presso Sant’Apollinare.

Il testo dell’oratorio, tratto dal Libro di Daniele, richiama e ammonisce l’uditore sulla sconsiderata cecità politica del Re babilonese Baldassarre; monito che, implicitamente, per l’umanità riguarda i rischi della cecità spirituale. Gli archivi sono stati, nella storia, mezzi essenziali di conservazione, anche del patrimonio musicale. Le vicende dei manoscritti del Carissimi, ben rappresentano i motivi di interesse e tutela che l’Associazione ANAI progetta di sostenere con la difesa e la continua formazione di chi opera professionalmente nelle strutture di conservazione. L’evento, programmato all’interno della rassegna BANCHETTI IN MUSICA, è stato un primo felice risultato di collaborazione tra Ateneo, Conservatorio di Musica e Associazioni professionali per la ripresa di un dialogo proficuo e costruttivo sui temi della cultura e della valorizzazione del nostro patrimonio storico ed artistico.

Concerto San Pietro

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