Jordi Savall al Festival delle Nazioni

“La storia del popolo armeno è una storia di sofferenza e di resistenza. Ma la sua musica tradizionale è piena di dolcezza e di pace. Come anche altri popoli segnati da storie di dolore e di oppressione, ciò che gli armeni non hanno trovato nella realtà, lo hanno raggiunto invece nella musica”. Sono le parole di Jordi Savall pronunciate ieri sera nella Chiesa di San Domenico di Città di Castello, in occasione del secondo concerto del Festival delle Nazioni.

E il concerto è stato un viaggio suggestivo e mistico nella musica armena dal Medioevo alla musica del Novecento, nel quale gli strumenti tradizionali dell’Armenia, il duduk e il kamancha, suonati Georgi Minassyan, Haig Sarikouyoumdjian e Guaguik Mouradian si sono fusi armoniosamente con gli strumenti antichi della tradizione occidentale suonati da Jordi Savall e dai musicisti di Hesperion XXI”.

Foto Andreini Savoca.

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