Jazz Club Perugia, Paolo Fresu & Danilo Rea in concerto

di Luana Pioppi
PERUGIA – Paolo Fresu & Danilo Rea saranno i prossimi protagonisti del concerto del Jazz Club Perugia in programma venerdì 10 aprile alle ore 21,30 presso l’Auditorium Jazz Area dell’Hotel Giò di Perugia. Si tratterà di un’esibizione inedita. I due artisti, infatti, da tempo non suonano insieme. Negli anni scorsi hanno tenuto vari concerti dove hanno reinterpretato alcuni classici della musica italiana come “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, “La canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè e “Sì dolce è il tormento” di Monteverdi.

Esibizioni uniche ed originali dove emerge tutto il virtuosismo della tromba e del flicorno di Paolo Fresu, artista che ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni. Non è da meno anche quello di Danilo Rea, uno dei più grandi pianisti jazz italiani degli ultimi anni. Le sue improvvisazioni, che spaziano su qualsiasi repertorio, sono apprezzate durante i concerti che tiene nelle tournée per il mondo. Come sempre il concerto di venerdì è a posto unico e comprende un appuntamento enogastronomico a buffet, con inizio alle ore 20,15.

Il prossimo e ultimo appuntamento della stagione del Jazz Club Perugia sarà il 30 aprile 2015. Dado Moroni & Max Ionata “Two for Stevie” arriveranno al Brufani. Il loro concerto sostituisce quello di Al Foster che doveva essere a marzo, ma che problemi organizzativi era stato annullato. Il costo del biglietto è compreso per gli abbonati, per tutti gli altri è 15 euro.

Paolo Fresu nasce a Berchidda nel 1961 incomincia lo studio dello strumento all’età di 11 anni nella Banda Musicale “Bernardo De Muro” del proprio paese natale, molta della sua costruzione tecnica avviene tramite le conoscenze apprese in questo periodo, che fece comunque da scuola propedeutica al Conservatorio. Quando il musicista esce dalla sua condizione paesana, catapultato verso la più vicina delle città provviste di Conservatorio, Sassari, ove formalizza la sua già avvenuta preparazione e mette alla prova la sua attitudine, scopre il Jazz che lo porterà alla fama.

Le attività al di fuori degli studi, come partecipazioni notabili e riconoscimenti, permettono anche l’inizio dell’attività professionale nel 1982, registrando per la Rai sotto la guida del maestro Bruno Tommaso e frequentando i seminari di Siena jazz, tali attività che gratificarono e solidificarono l’idea di Fresu del continuare.

Nel periodo di formazione professionale, il maestro vide la contrapposizione del suo docente alle idee di prosecuzione degli studi jazzistici; anche con non garbate minacce, il pericolo era di essere espulso, quindi giocarsi la fortuna carrieristica; così, con degli espedienti, cercò l’appoggio anche di un altro docente lontano dalla Cattedra Sassarese. Con la fine degli studi tale anatema svanì; al contrario, la carriera continuò felicemente.

Nel 1984 si diploma in tromba presso il Conservatorio di Cagliari, avendo lasciato l’egemonica Sassari, e nello stesso anno vince i premi RadioUno Jazz, Musica Jazz e RadioCorriere TV, come miglior talento del jazz italiano. Questi premi fanno da segnale alla sempre più vicina fama internazionale. Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni.

Ha registrato oltre trecentocinquanta dischi di cui oltre ottanta a proprio nome o in leadership ed altri con collaborazioni internazionali (etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, svizzere, canadesi, greche) spesso lavorando con progetti ‘misti’ come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica Contemporanea, Musica Leggera, Musica Antica, ecc.. collaborando tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, Farafina, O. Vanoni, Alice, T. Gurtu, G. Schüller, Negramaro, Stadio, ecc. Molte sue produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi premi sia in Italia che all’ estero. Nel 2010 ha aperto la sua etichetta discografica Tŭk Music. Dirige il Festival ‘Time in jazz’ di Berchidda come direttore artistico, è direttore artistico e docente dei Seminari jazz di Nuoro e ha diretto il festival internazionale di Bergamo.

È stato più volte ospite in grandi organici quali la Gon (Grande Orchestra Italiana), l’Onj (Orchestra nazionale di jazz francese), la Ndr (orchestra della Radio tedesca di Amburgo), l’italiana Instabile Orchestra, la Pjmo dell’Auditorium /Parco della Musica di Roma, l’Orchestra Sinfonica della Rai, l’Orchestra dell’Arena di Verona, I Virtuosi Italiani ed altri. Ha coordinato, inoltre, numerosi progetti multimediali collaborando con attori, danzatori, pittori, scultori, poeti, ecc. e scrivendo musiche per film, documentari, video o per il Balletto o il Teatro.

Danilo Rea nasce a Vicenza nel 1957 e si trasferisce a Roma da piccolo, consegue il diploma di pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, debuttando nel 1975 nella musica jazz con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto, formando il Trio di Roma. Contemporaneamente al jazz sviluppa particolare interesse per la musica progressive e partecipa alla formazione del gruppo New Perigeo, di cui è leader e fondatore il contrabbassista Giovanni Tommaso. Il New Perigeo affrontò una lunga tournée (settantadue concerti in settanta giorni) insieme a Rino Gaetano e a Riccardo Cocciante, di cui rimane testimonianza registrata l’album intitolato Q Concert.

Si fa strada nell’ambiente jazzistico sino a suonare con alcuni tra i più grandi solisti statunitensi, come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano, Art Farmer. Nel 1989 partecipa al lavoro di Roberto De Simone, Requiem per Pier Paolo Pasolini, rappresentato al teatro San Carlo di Napoli per la direzione di Zoltan Pesko; nello stesso anno pubblica assieme a Roberto Gatto il disco Improvvisi. Nel 1997 dà vita, con il contrabbassista Enzo Pietropaoli e il batterista Fabrizio Sferra ai Doctor 3, un trio che da un decennio calca i più importanti palcoscenici del jazz italiani.

Il suo disco The Tales of Doctor 3 viene premiato miglior disco di jazz italiano nel 1998, mentre il lavoro successivo The songs remain the same vince il titolo di miglior disco jazz di Musica&Dischi nel 1999. In Italia sono numerose le sue collaborazioni nell’ambito del pop, come pianista di fiducia di artisti quali Mina, Claudio Baglioni, Pino Daniele e come collaboratore occasionale, tra gli altri, di Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano.

Nel 2006 prende parte al Concerto per l’Europa, sull’isola di Ventotene, che lo vede protagonista assieme a Baglioni, Nicola Piovani e Luis Bacalov. Nella stagione 2007-2008 partecipa allo spettacolo Uomini in frac insieme ad altri musicisti come Peppe Servillo, Fausto Mesolella, Mimì Ciaramella degli Avion Travel, Fabrizio Bosso, Furio Di Castri, Javier Girotto, Gianluca Petrella e Cristiano Calcagnile. Lo spettacolo è stato allestito per festeggiare i cinquant’anni di Nel blu dipinto di blu e per l’occasione il gruppo esegue alcune canzoni di Domenico Modugno. Le sue improvvisazioni, che spaziano su qualsiasi repertorio, sono apprezzate durante i concerti che tiene nelle tournée per il mondo e durante i principali festival jazz. Nel 2009 è uno dei 70 artisti ospiti del doppio cd di Baglioni, Q.P.G.A., dove Rea suona il pianoforte nella canzone “Centocelle”. Nel 2010 crea le musiche per lo spettacolo “Commedia” di e con Giorgio Barberio Corsetti. I video sono di Cristian Taraborrelli.

Il 15 giugno del 2011, insieme a Paolo Damiani e Rashmi V. Bahtt, al crepuscolo, ha improvvisato un memorabile concerto sui tetti di Roma. l’intero incasso è stato devoluto ad Emergency, la ONLUS di Gino Strada. Nel 2012 ha accompagnato in alcune serate estive Gino Paoli, sia da solo che con il gruppo composto da Flavio Boltro (tromba), Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Roberto Gatto (batteria), nell’ambito del progetto Incontro in jazz, nato sulla scia della collaborazione all’album Milestones del 2007. Il 21 febbraio 2014 partecipa al Festival di Sanremo 2014 sempre con Paoli, a cui segue una tournée primaverile.

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