JAZZ CLUB, CIRCA 2500 PRESENZE NEI 6 CONCERTI IN PROGRAMMA

Al Foster al Jazz Club Perugia
Al Foster al Jazz Club Perugia
Al Foster al Jazz Club Perugia

di Luana Pioppi
PERUGIA – Con il concerto di Al Foster quartet, che si è tenuto l’altra sera presso il Teatro Pavone di Perugia, si è chiusa la stagione 2012/13 del Jazz Club Perugia. Un successo che ha confermato il buono stato di salute dell’associazione del presidente Nicola Miriano. Dopo sei stagioni dalla sua rifondazione, infatti, il Jazz Club ha sempre registrato un numero costante di presenze. Anche in questa, composta da sei concerti, sono state circa 2500 le persone che hanno assistito agli spettacoli. Quelli che hanno registrato il tutto esaurito sono stati quelli di Gino Paoli con Danilo Rea e “The Harlem Gospel Choir”, tenuti entrambi all’Auditorium dell’Hotel Giò Jazz Area.

Un successo confermato anche dallo stesso Nicola Miriano che, sottolinea, il fatto che “proprio questa stagione, in questo momento di difficoltà economica, è stata piuttosto felice. Anche l’ultimo spettacolo è significativo perché abbiamo ospitato un artista come Al Foster, l’ultimo batterista di Miles Davis”.

Come vede il futuro del Jazz Club Perugia?

“Troverà lo spazio che serve – risponde Miriano – perché il Jazz Club è una nicchia ma vedo che sta attirando sempre più pubblico. Mi sembra che l’opera di pubblicità che sta facendo Carlo Pagnotta stia dando i suoi frutti ed abbiamo anche il piacere di avere degli artisti jazz umbri che si fanno onore anche sulla scena internazionale”.

 

Opinioni non del tutto condivise da Carlo Pagnotta che, in merito a questa stagione del Jazz Club Perugia, afferma: “Per essere una città che ospita da 40 anni Umbria Jazz poteva andare meglio, però, visti i tempi, ci accontentiamo. Il problema è che i contributi sono sempre meno e quindi vediamo quello che riusciremo a fare la prossima stagione. Resta il fatto, però, che per essere una città che ospita uno dei festival jazz più famosi del mondo mi aspettavo più richiesta anche per i concerti invernali”.

Il problema è anche che questa città, dopo 40 anni di festival, non ha dedicato alla musica uno spazio al chiuso importante?

“Le istituzioni – prosegue Pagnotta – hanno fatto delle cose ottime cominciando dalla Regione Umbria per il contributo che dà anno per anno. Con Umbria Jazz dal Frontone siamo andati in uno spazio immenso come il Santa Giuliana. Il Teatro Turreno, invece, non c’è più ed il Teatro Moralcchi tiene massimo 650 paganti: è questo il problema”.

Programmi per la prossima stagione del Jazz Club?

“Ne avremo un’idea chiara dopo che saranno arrivati i contributi. La fondazione Cassa di Risparmio ha dei problemi e cala i contributi, la Provincia di Perugia non c’è più. Dobbiamo fare i conti. Il Jazz Club non è Umbria Jazz, un mega festival. È composto da 6, 7, 8 concerti… vediamo se riusciamo a mantenere questa formula”.

È anche vero che il Jazz Club dà un senso di continuità tra il festival jazz di luglio e quello invernale di Orvieto…

“Sono d’accordo ma i concerti registrano il tutto esaurito sono se ci sono artisti come Gino Paoli, Danilo Rea e Stefano Bollani”.

Per quanto riguarda Umbria Jazz?

“Le prevendite dei primi nove concerti stanno andando bene. Rispetto lo scorso anno c’è stato un incremento di oltre il 10 per cento e, visti i tempi, ci accontentiamo. Il decimo concerto che non è ancora in prevendita. Si tratta di quello di Stefano Bollani con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Non è ancora online perché ci devono comunicare lunedì il nome del maestro, si tratterà di una persona importante. I dieci concerti del Santa Giuliana sono stati già annunciati. Il resto come i programmi dei teatri, dei club… li metteremo online il prossimo 8 maggio”.

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