Greenpeace sul Palco di UmbriaJazz per la campagnia “Save The Arctic”

1072137_10201569506025869_1467574813_o(umbriajournal.com) PERUGIA – L’altro ieri notte un orso polare, accompagnato dai volontari di Greenpeace Gruppo Locale di Perugia è apparso tra la folla dell’Umbria Jazz Festival con un appello: www.savethearctic.org. L’animale simbolo della campagna di Greenpeace contro le trivellazioni petrolifere nell’Artico, dopo essere stato alla “Notte Rosa” di Rimini, arriva anche a Perugia.

Oramai sono passati sei mesi da quando Shell ha miseramente fallito nel tentativo di trivellare in Alaska. Grazie anche alla campagna di Greenpeace, che ha raccolto più di 3 milioni di firme per fermare le trivellazioni, è stata dimostrata al grande pubblico l’inaffidabilità degli standard operativi di Shell.

Dopo l’Alaska, questa compagnia ha trovato l’Eldorado tra i ghiacci della Russia Artica stringendo un accordo con Gazprom per iniziare le esplorazioni in un territorio dove la corruzione dilaga e i controlli sulle compagnie petrolifere sono scarsi.

Lo scioglimento dei ghiacci ha aperto nuove vie di transito e l’Artico, un tempo irrangiungibile, è diventato la meta privilegiata per l’estrazione di oro nero.

A causa delle difficili condizioni climatiche e operative in Artico, disastri come la Exxon Valdez (1989) o come la recentissima crisi nel golfo del Messico, (che ha visto una piattaforma BP sversare in uno dei più importanti ed insostituibili ecosistemi marini mondiali oltre 780,000 metri cubi di petrolio) sono praticamente inevitabili.

Greenpeace, impegnata da anni nel far conoscere al grande pubblico i rischi mortali legati all’utilizzo delle centrali a carbone che, assieme al petrolio, costituisce la principale concausa del riscaldamento globale, rilancia la sua campagna “Save the Arctic” che ha come scopo la completa messa al bando di ogni tipo di attività estrattiva a latitudini polari.

Purtroppo l’ecosistema Artico non è l’unico a essere minacciato da Shell. La compagnia anglo-olandese, insieme all’italiana Eni, ha progetti di trivellazione anche nel Mediterraneo, un mare semi chiuso dove una “marea nera” avrebbe conseguenze disastrose sull’ecosistema marino, sulle risorse della pesca e sull’economia locale.

Con questa azione qui ad Umbria Jazz vogliamo diffondere la nostra campagna affinché l’Artico sia protetto per sempre!

Firma su www.savethearctic.org affinchè le Nazioni Unite dichiarino l’Artico un santuario globale, una zona protetta da ogni tipo di sfruttamento industriale.

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