Amici della Musica di Perugia con la pianista Martha Argerich

Il concerto di giovedì 16 novembre sarà dunque una preziosa e rara occasione per poter ascoltare Martha Argerich

Amici della Musica di Perugia con la pianista Martha Argerich

Amici della Musica di Perugia con la pianista Martha Argerich

PERUGIA – Giovedì 16 novembre 2017 al Teatro Morlacchi di Perugia si terrà il grande appuntamento delle Stagioni 2017/2018 degli Amici della Musica di Perugia e del Teatro Cucinelli, che vedrà ospite la leggenda vivente del pianoforte, Martha Argerich e uno dei più poetici fra i direttori d’orchestra contemporanei, Vladimir Jurowski, alla testa dell’orchestra Deutsche Kammerphilharmonie di Brema. Questo importante concerto è reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, in una partnership esemplare per il raggiungimento di obiettivi di elevato livello artistico.

Il programma del concerto prevede la Sinfonia n. 32 in sol maggiore K. 318 di Mozart, il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 di Schumann e la Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 «Scozzese» di MendelssohnIl concerto si terrà giovedì 16 novembre 2017 alle ore 20:30 al Teatro Morlacchi di Perugia.

Il concerto di giovedì 16 novembre sarà dunque una preziosa e rara occasione per poter ascoltare Martha Argerich nel celebre Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 di Robert Schumann, che per anni è stato uno dei massimi «cavalli di battaglia» dell’artista  e che incise per la prima volta nel 1978 sotto la direzione di Mstislav Rostropovich.

Il programma della serata si aprirà con una breve Sinfonia di Mozart, la Sinfonia n. 32 in sol maggiore K. 318, una sorta di Ouverture nello stile italiano e si concluderà con la splendida Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 «Scozzese» di Mendelssohn, iniziata dal compositore nel 1829 durante il suo viaggio tra le brume delle Highlands, ma portata a termine soltanto nel 1842.

Nata a Buenos Aires, Martha Argerich intraprende lo studio del pianoforte a cinque anni sotto la guida di Vincenzo Scaramuzza. Presto riconosciuta come una bambina prodigio, si esibisce in pubblico già durante l’infanzia. Nel 1955 si trasferisce in Europa per studiare a Londra, a Vienna e in Svizzera con Bruno Seidlhofer, Friederich Gulda, Nikita Magaloff, Madeleine Lipatti e Stefan Askenase. Nel 1957 vince il primo premio ai concorsi di Bolzano e Ginevra e nel 1965 il Concorso Chopin a Varsavia. Da allora è una dei più importanti pianisti del mondo, sia per popolarità che per bravura, e la sua carriera è un succedersi di trionfi. Le sue interpretazioni delle opere virtuosistiche del XIX e XX Secolo sono considerate un punto di riferimento imprescindibile. Il suo vasto repertorio comprende pagine che spaziano da Bach a Bartók, da Beethoven a Messiaen, così come Schumann, Chopin, Liszt, Debussy, Ravel, Franck, Prokof’ev, Stravinskij, Šostakovič, Čajkovskij.

Sebbene sia costantemente invitata come solista dalle più prestigiose orchestre, direttori e festival musicali d’Europa, America e Giappone, dedica una parte significativa della sua vita musicale alla musica da camera. In questo ambito suona e registra spesso con i pianisti Nelson Freire e Alexandre Rabinovitch, il violoncellista Mischa Maisky e il violinista Gidon Kremer. A questo proposito ha dichiarato: «Questa armonia con un gruppo di persone mi dona un sentimento di forza e di pace».

Ha inciso album per EMI, Sony, Philips, Teldec e DGG, e suoi concerti sono stati trasmessi dalle televisioni di tutto il mondo. Ha ricevuto molti riconoscimenti: Grammy Award per i Concerti di Bartók e Prokof’ev, Gramophon «Artist of the Year» e «Best Piano Concerto Recording of the Year» per le opere di Chopin, «Choc du Monde de la Musique» per l’incisione di un suo recital ad Amsterdam, «Künstler des Jahres Deutscher Schallplatten Kritik», Grammy Award per Cendrillon di Prokof’ev con Mikhail Pletnev, «Sunday Times – Record of the Year» e «BBC Music Magazine Award» per la registrazione di Šostakovič (EMI, 2007).

Martha Argerich è stata legata a Claudio Abbado da un lungo sodalizio artistico. Dal 1998 è direttore artistico del Beppu Argerich Festival in Giappone, nel 1999 ha creato il Concorso pianistico e il Festival Martha Argerich a Buenos Aires e nel 2002 il Progetto Martha Argerich a Lugano.

Ha ricevuto molte onorificenze tra cui Officier de l’Ordre des Arts et Lettres nel 1996 e Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres nel 2004 dal Ministero della Cultura Francese, Accademica di Santa Cecilia a Roma nel 1997, Musician of the Year da Musical America nel 2001, Ordine del Sol Levante del Giappone e il prestigioso Praemium Imperiale dall’Imperatore del Giappone nel 2005.

Tra i più ricercati e dinamici direttori d’orchestra contemporanei acclamato in tutto il mondo per musicalità e il suo intraprendente impegno artistico, Vladimir Jurowski nasce a Mosca dove inizia gli studi musicali, prima sotto la guida del padre Michail, noto direttore d’orchestra, poi al Conservatorio. Nel 1990 si stabilisce in Germania e porta a termine la sua formazione frequentando le accademie musicali di Dresda e Berlino perfezionandosi con Sir Colin Davis, Rolf Reuter e Semion Skigin. Debutta giovanissimo al Wexford Festival Opera (1995) e alla Royal Opera House Covent Garden di Londra iniziando una brillante carriera che lo porta in breve alla nomina di First Kapellmeister alla Komische Oper di Berlino (1997-2001)e di Direttore Principale Ospite alla London Philharmonic Orchestra nel 2003, diventandone Direttore Principale nel 2007; seguono prestigiosi incarichi: Direttore Musicale del Festival di Glyndebourne di cui rimane alla guida fino al 2013, Direttore Principale Ospite al Teatro Comunale di Bologna (2000-2003), della Russian National Orchestra (2005-2009). Vladimir Jurowski è abitualmente invitato dalle più prestigiose istituzioni musicali come La Scala di Milano, il Metropolitan di New York, il Covent Garden di Londra, l’Opéra Bastille di Parigi, la Komische Oper di Berlino, la Welsh National Opera di Cardiff, la English National Opera, il Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, la Semperoper di Dresda, il Festival di Edimburgo, il Glyndebourne Festival Opera, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro San Carlo di Napoli, il Maggio Musicale Fiorentino. Tra le orchestre con cui regolarmente collabora figurano la Los Angeles Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony, la Chicago Symphony, la Tonhalle Orchester di Zurigo, la Gewandhausorchester di Lipsia la Staatskapelle di Dresda, la New York Philharmonic, la NHK Symphony Orchestra di Tokio, la San Francisco Symphony, la Cleveland e Philadelphia Orchestra, la Rundfunk Sinfonie-orchester di Berlino e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha ottenuto il Premio Abbiati della critica italiana quale migliore direttore dell’anno e il prestigioso Royal Philharmonic Society’s Music Award per la qualità del lavoro svolto con la London Philharmonic Orchestra e al Festival di Glyndebourne. Ha inaugurato il teatro Bolshoj di Mosca, che ha alzato il sipario dopo sei anni di ristrutturazione, dirigendo Ruslan and Ludmilla (2011). Recentemente ha diretto a Glyndebourne Don Giovanni, The Rakes’ Progress, I Maestri cantori di Norimberga quindi Iolanta a Dresda.

Vladimir Jurowski incide per diverse etichette discografiche, tra cui BMG, ECM, Naxos, PentaTone Classic, Arte Nova. Ha registrato in prima assoluta la cantata Exil di Giya Kancheli, per soprano e orchestra da camera, L’etoile du Nord, Werther, un cd con musiche di Milhaud, Debussy e Tomasi, opere di Rachmaninov e Turnage con la London Philharmonic Orchestra, la Suite n. 3 di Čajkovskij e Le baiser de la fée di Stravinskij con la Russian National Orchestra. Nel maggio 2007 ha ricevuto il prestigioso Royal Philharmonic Society’s Music Award per la qualità del lavoro svolto con la London Philharmonic Orchestra e al Festival di Glyndebourne.

La Deutsche Kammerphilharmonie Bremen è tra le più prestigiose e coinvolgenti orchestre nel panorama musicale internazionale, in grado di riscuotere unanimi riconoscimenti grazie al suo particolare stile nel fare musica. Dal 2004 il suo Direttore artistico è il direttore estone Paavo Järvi con il quale l’orchestra ha intrapreso il Progetto Beethoven con l’esecuzione di tutte le Sinfonie, progetto che l’ha vista impegnata per sei anni.  La sua interpretazione della musica di Beethoven è stata riconosciuta dalla critica come un autentico punto di riferimento, entusiasmando il pubblico di Parigi, Tokio, Strasburgo, Varsavia, Salisburgo e Bonn. Il ciclo completo delle nove Sinfonie è stato registrato dall’etichetta RCA, riscuotendo i pareri favorevoli della critica di tutto il mondo.  Sulla scia del successo riscosso dal progetto dedicato a Beethoven, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen ha successivamente esplorato la musica sinfonica di Robert Schumann, progetto accolto con trionfo dal pubblico di Tokyo e San Pietroburgo e, successivamente, acclamato al Beethoven Festival di Varsavia e alla Konzerthaus di Vienna. Il terzo e ultimo Cd del ciclo Schumann – con la Sinfonia n.4 e il Concertstück per quattro corni – ha ricevuto l’ambito Diapason d’Or dalla prestigiosa rivista francese Diapason. Anche il documentario per la Tv, poi pubblicato in Dvd, prodotto sempre da Deutsche Welle in collaborazione con Unitel, ARTE e Radio Bremen ha riscosso numerosi premi e riconoscimenti.

Dopo Beethoven e Schumann, il progetto più recente della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen ha abbracciato la musica di Johannes Brahms. Da molti anni l’orchestra coltiva strette relazioni con i più eminenti solisti e direttori della scena musicale internazionale, tra i quali Christian Tetzlaff, Maria João Pires, Viktoria Mullova, Hélène Grimaud, Janine Jansen, Igor Levit, David Fray, Hilary Hahn, Pekka Kuusisto, Martin Grubinger, Heinrich Schiff, Trevor Pinnock e Sir Roger Norrington.

La Deutsche Kammerphilharmonie Bremen è stata Orchestra dell’anno 2016 della Deutschlandradio Kultur ed è l’orchestra in residenza all’Elbphilharmonie Concerts di Amburgo nonché l’orchestra del festival Kissinger Sommer.

Ogni componente dell’orchestra, in collaborazione con la Scuola Superiore di Brema Est, dove hanno sede le sale prova, si dedica con grande impegno personale ai progetti educativi ed inclusivi del «Future Lab». Questi progetti hanno lo scopo di incoraggiare la crescita individuale dei giovani attraverso la musica e il coinvolgimento dell’intera comunità, specialmente in quartieri svantaggiati, attraverso nuovi ed efficaci metodi per far conoscere la musica classica.

Il Ministro della Cultura ha designato il «Future Lab» progetto pilota a livello nazionale in ambito educativo e culturale. I progetti educativi hanno portato all’orchestra numerosi riconoscimenti compreso, nel 2007, il Future Award per l’innovazione sociale e, nel 2012, l’ECHO Classical Award.

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