“L’uccisione di Priamo” del Canova è tornata in Accademia

Sabato e domenica il Museo è aperto al pubblico

“L’uccisione di Priamo” del Canova è tornata in Accademia

da Maria Mazzoli
Grande emozione ma anche tanta soddisfazione per il ritorno in Accademia de “L’uccisione di Priamo”, l’opera del Canova andata in frammenti oltre due anni fa, dopo la caduta accidentale occorsa alla ditta specializzata di trasporti di opere d’arte, durante la sua movimentazione per essere esposta ad una mostra ad Assisi dedicata all’artista. L’opera che sembrava in un primo momento andata irrimediabilmente persa per sempre, è tornata a splendere sotto i riflettori della Gipsoteca, accanto alle altre opere del Museo della storica “Vannucci”.

A partire dalle 10 di stamattina, la ditta Apice, specializzata nel trasporto di opere d’arte, si è messa all’opera per riposizionarla dentro la Gipsoteca. Un lavoro di movimentazione delicatissimo, che si è concluso nel pomeriggio inoltrato, con grande soddisfazione di tutti coloro che hanno preso parte alle operazioni di ricollocazione.

“Un restauro particolarmente difficile se si pensa che solo Pirro (al centro dell’opera) era ridotto in oltre 200 pezzetti – sottolinea Daniele Angellotto, il restauratore fiorentino esperto in opere canoviane, indicato dalla Soprintendenza per ricomporre in maniera egregia il bassorilievo – Oltre al restauro è stato eseguito anche un supporto in fibra di carbonio per rinforzare l’opera, che a suo tempo era già priva dell’armatura.

La frammentarietà era veramente esagerata e non vi era nessuno piano di appoggio per poter poi riassemblare i pezzi – ha continuato ai giornalisti presenti – E’ stata quindi fondamentalmente inventata una tecnica nuova. I frammenti sono stati rimessi per la maggior parte, ma chiaramente non tutti. Ho utilizzato un’ottima colla di restauro di ultima generazione (fluorurato) che consente un restauro reversibile, ovvero che può essere rimosso in qualsiasi momento. Un lavoro durato un anno e mezzo ma che alla fine ha dato un risultato soddisfacente”.

Soddisfatto anche Giovanni Manuali, Conservatore dei beni dell’Accademia: “Con oggi – ha detto – si chiude un ciclo difficile su quanto è accaduto per l’Accademia, per i suoi rappresentanti e per la città. Del restauro e del risultato, assolutamente straordinario, e comunque nel merito e nello specifico di quello che è stato fatto, come è stato fatto e come si è raggiunto questo risultato, ne daremo conto nel mese di maggio, in un convegno che stiamo organizzando a Sangemini, a corollario della mostra Antonio Canova e il “tesoro ritrovato”, che si svolgerà dal 14 maggio al 9 luglio 2016 “.

“Una brutta vicenda – ha aggiunto il presidente dell’Accademia di Belle Arti, Mario Rampini – che si è conclusa in maniera fortunatamente molto positiva grazie alle abili mani del restauratore, ma che ci insegna che mai più un’opera della Gipsoteca sarà spostata”.

Un fine restauro, a carico della compagnia assicuratrice National Suisse, che ha riportato l’opera dentro lo scrigno di tesori che vanta la “Vannucci”, dove e può essere ammirata anche sabato e domenica: il Museo dell’Accademia resterà aperto al pubblico.

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