Le radici con il cuore nel passato e “lo sguardo dritto e aperto nel futuro”

Sono Benedetta Angeli , la nipote di Maceo Angeli che grazie alla mostra che è stata fatta nell’anno passato tutti avrete avuto modo di conoscere

Le radici con il cuore nel passato e "lo sguardo dritto e aperto nel futuro"

Le radici con il cuore nel passato e “lo sguardo dritto e aperto nel futuro”

da Benedetta Angeli
Sono sempre B. oggi vi voglio parlare di quanto siano importanti le radici dalle quali proveniamo e come ci segnano indelebilmente nel nostro futuro. Sono Benedetta Angeli , la nipote di Maceo Angeli che grazie alla mostra che è stata fatta nell’anno passato tutti avrete avuto modo di conoscere. Mio nonno nasce in Assisi l’8 Novembre del 1908 da Artaserse Angeli e Ginevra Brilli, genitori colti. Artaserse fu grande artista del ferro battuto e fondatore del partito socialista in Assisi.

Il nome Maceo è il cognome dei fratelli Maceo, in particolare Antonio, morti per la liberazione di Cuba.

Maceo a quattordici anni viene picchiato quasi a morte dagli squadristi fascisti che cercavano il padre. Nel 1925 si iscrive all’Istituto d’Arte di Perugia, ma dovendo affrontare il percorso Assisi- Perugia in bicicletta si ammala di pleurite ed è costretto a sostenere gli esami da privatista. Diciottenne, aiuta il pittore Morelli nella decorazione della sala della conciliazione di Assisi.

Nel 1928 si iscrive all’Accademia di Belle Arti, ma con un provvedimento di natura politica ne viene allontanato. Non demorde e si diploma comunque da privatista. Nello stesso anno il padre è costretto ad allontanarsi alla volta di Terni. Maceo inizia così i contatti con la Scuola Ternana e Ilario Ciaurro lo aiuta in una prima mostra.

E’ lui, insieme a Castellani a “scoprire” Orneore Metelli, grande pittore naif. Nel 1930 espone a Milano alla galleria Bardi recensito da Carlo Carrà che poi verrà a trovarlo in Assisi . Nel 1931 è a Parigi dove conosce e riceve i complimenti di Kokoschka. Nel 1932 muore la madre e torna in Assisi. Sulla rivista “Acciaio” viene riportata la polemica di Maceo e Ciaurro sul Futurismo contro Dottori. Nel 1934 apprende la ceramica a Orvieto nella fabbrica di Ciaurro.

Nel 1935 si sposa in Assisi con Giacinta Fabbrizi. Nel 1935 apre una fabbrica di ceramiche ma dopo è costretto a chiuderla dopo cinque anni per l’incomprensione dei commercianti.

Partecipa alla lotta antifascista e nello stesso anno si iscrive al Partito Comunista. Nonostante fosse sprovvisto della tessera fascista viene assunto da un prete benefattore, padre Principe, come docente presso l’Istituto per Ciechi e Sordomuti. Insegnerà poi ininterrottamente per un quarantennio nelle scuole statali superiori.

Farà parte del Comitato di Liberazione e per venticinque anni avrà l’incarico di vicesindaco nel Consiglio Comunale di Assisi. Nel 1950 riapre la fabbrica di ceramiche, riscoprendo, tra l’altro, la tecnica del bucchero,che chiuderà definitivamente nel 1965.

La passione per la musica lo porta a collezionare tantissimi strumenti che riesce a suonare tutti. Fu tra gli inventori ed animatori del Calendimaggio, festa assisana in costumi d’epoca Negli ultimi anni della vita si dedica alla raccolta di memorie cittadine e pubblica sei tra libri e opuscoli che hanno un grande successo. Dipinge fino agli ultimi anni.

Muore la sera del 15 febbraio 1991 e proprio nella mattinata aveva comperato un libro su Tiepolo per la sua grande biblioteca.

Questa è la vita di mio nonno e spero di averne in parte ereditato le sue sapienze. Ho frequentato l’Istituto d’Arte ed ora sto frequentando l’Accademia di Belle Arti. Come lui sono una persona poliedrica che ama molte cose e cerca di coltivarle tutte al meglio.

Una persona un po’ controcorrente; fortunatamente non ho vissuto gli anni del fascismo, ma credo che, conoscendomi, nelle suo contesto sarei stata come lui, una che si batte per i diritti, per le idee in cui crede contro tutti. È quello che sto cercando di fare in questo 2016, portando avanti “battaglie” sicuramente più semplici, ma combattute con la stessa tenacità che aveva lui.

Non avendolo conosciuto personalmente ‘ho interiorizzato attraverso le tante cose che mi vengono raccontate di lui. Credo che sarebbe stato un nonno molto fiero della sua nipote come lo è stato il mio nonno materno. Avrei potuto imparare molto da lui, cosa che, con più fatica, però sto facendo. Lo sento presente quando dipingo, suono il pianoforte e, mi diletto in qualsiasi forma di arte.

Come lui, che viveva con i piccioni, amo gli animali e sicuramente ho ereditato l’orgoglio di combattere per i diritti degli uomini e degli animali, specialmente tra i più deboli. Con questo articolo voglio farvi capire che malgrado tutto quello che accade, malgrado le distanze malgrado i problemi della vita dobbiamo sempre rimanere legati alle nostre radici ricordare anche i nostri parenti lontani nel tempo, falli rivivere nella memori.

Voglio chiudere con una frase che mi sovviene da un libro che ho letto in passato: “ due numeri primi separati da un solo numero pari, sono molto vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*