Sotto le Logge di Braccio è nato mito fondativo di Perugia

Si rivendica il ruolo laico dello spazio sotto le Logge di Braccio

Sotto le Logge di Braccio è nato mito fondativo di Perugia

Sotto le Logge di Braccio è nato mito fondativo di Perugia

da Vanni Capoccia
A Perugia lo spazio sotto le “Logge di Braccio”, dove si trova quanto è rimasto del campanile poligonale del cosiddetto Castello di san Lorenzo è il cardine del mito fondativo della città. Non a caso quel campanile lo troviamo dipinto in posizione preminente nell’antica rappresentazione di Perugia del Maestro dei dossali di Montelabate, nella quale il patrono sant’Ercolano, il defensor civitatis, stringe al petto con un affettuoso e delicato abbraccio la sua Patria Perugia, un gesto materno che descrive l’essenza delle comunità medievali nelle quali vita civica e religiosa erano intrise l’una nell’altra. Lo erano ad un punto tale che alla base del campanile sono scolpite le unità di misura del Comune, la “civica” Pietra della Giustizia di Perugia (c’è scritto che Perugia era in pace, non aveva debiti e le tassazioni si facevano per censo) era collocata in alto sul campanile come mostra un codice del 1343 di Vanni di Bandolo ed è “intorno al campanile, torre di guardia di quest’isola sacra, mitico luogo di sepoltura di Euliste, fondatore della città […] che si raccoglie nei momenti più solenni tutta la città” ( Maria Rita Silvestrelli, “Il Castello di San Lorenzo” in Una città e la sua cattedrale. Il Duomo di Perugia, 1992). Inoltre era nella cappella di sant’Ercolano che erano custoditi il Grifo e Leone bronzei che ogni 1° Marzo venivano portati in processione con la statua del santo patrono fino a san Domenico per poi vendere all’asta le stoffe che li ricoprivano e la statua raffigurante Euliste nella vasca superiore della Fonte di Piazza è rivolta verso il luogo dove lui è nato e sepolto.

 Ora del campanile è rimasta solo la base, la cappella di sant’Ercolano non c’è più, la Pietra della giustizia è sostituita da una copia, il Grifo e Leone dopo vari spostamenti e peripezie sono finiti nell’atrio del Palazzo comunale. Eppure, il luogo sottostante le quattrocentesche Logge di Braccio, proprio perché di esso sono rimaste solo reliquie è ancor di più il nucleo fondante della nostra comunità. Ha una sua severità e dignità date dal fatto che è lì che il mito fondativo della nostra città fa iniziare la nostra Storia.

 Una storia che arriva ai giorni nostri ed ha lasciato sotto le logge di Braccio anche il mattonato novecentesco che c’era e che è stato distrutto. Quei mattoni andavano recuperati e rimessi al loro posto terminati i lavori sostituendo solo quelli inutilizzabili. Se questo non è stato fatto e quel frammento della nostra storia è andato perso è perché coloro che dovevano controllare e salvaguardare il luogo non lo hanno fatto. Evidentemente ignari del senso profondo di quel luogo e di ciò che rappresenta nella storia laica e religiosa della nostra città e non a caso alle proteste di un consigliere comunale il commento dell’assessore alla cultura del Comune di Perugia è stato un disarmante “Cosa c’entra il Comune? Il suolo sotto le Logge è della Curia”.

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