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L’anno della Rivoluzione di Angelo D’Orsi a Porta Santa Susanna

la presentazione avverrà venerdì 24 febbraio alle ore 18,00 presso Umbrò in Via Sant’Ercolano 4 a Perugia

L’anno della Rivoluzione di Angelo D’Orsi a Porta Santa Susanna

L’anno della Rivoluzione di Angelo D’Orsi a Porta Santa Susanna PERUGIA – L’Associazione Porta Santa Susanna presenta il libro 1917 L’anno della Rivoluzione di Angelo D’Orsi (Edizione Laterza) il 24 febbraio alle ore 18,00 presso Umbrò in Via Sant’Ercolano 4 a Perugia. Interverranno: Angelo D’Orsi (autore del libro e Docente di storia del pensiero politico all’Università di Torino) e Salvatore Cingari (Docente di storia del linguaggio politico all’Università per Stranieri di Perugia)

A marzo una rivoluzione “democratica” costringe lo zar Nicola II ad abdicare. In aprile gli Usa fanno il loro ingresso nel conflitto mondiale, a maggio tre pastorelli vedono una “Signora” biancovestita a Fatima in Portogallo, a luglio il capitano inglese Lawrence (detto poi d’Arabia) strappa Aqaba ai turchi e ad agosto Benedetto XV pronuncia le sue parole contro “l’inutile strage” che da tre anni sta insanguinando l’Europa e il mondo.

A settembre si moltiplicano gli ammutinamenti al fronte e i tumulti nelle città contro la guerra, ad ottobre a Parigi viene fucilata Margaretha Zelle, danzatrice nota come Mata Hari, e contemporaneamente le truppe italiane vengono travolte a Caporetto.

A novembre, mentre i bolscevichi conquistano il Palazzo d’Inverno, la Dichiarazione Balfour apre la strada alla creazione dello Stato di Israele e a una nuova organizzazione del Medio Oriente.

A dicembre in Italia il presidente del Consiglio Orlando esorta il paese a “resistere! resistere! resistere!”… 12 mesi per raccontare, tra fatti e ideologie, l’anno in cui tutto è cambiato, in cui il Novecento si è fatto secolo, in cui sono stati stretti nodi che ancora ci imprigionano.

Un affresco mosso e dai colori forti e appassionati. 12 capitoli attraverso i quali l’autore suggerisce accostamenti inediti e riferimenti al presente, che per tanti versi ne ha raccolto l’eredità.

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