La poesia di Gino Goti: “L caldo”

La poesia di Gino: "L caldo"
Gino Goti
La poesia di Gino: "L caldo"
Gino al Donca per Barbanera

 Gino Goti

L caldo

M’arcordo, quand’erme freghi,
che d’istete era caldo e basta.

Nun c’erono temperature a rischio,
nun c’erono bollini rossi, blu o verdi…

era caldo e basta, n città e n campagna nco’.

Per me era caldo com’adè:
le cichele cantavno de giorno,
i grilli e le granocchie de notte.

L catrame se sciojeva anch alora:
adè m po’ meno perché, forsi, ce ne mettono
de meno insieme col breccino.

Tutto com’adè, nsomma.

Alora nun c’erono le previsioni del tempo,
le città nun erono alerta,
ma manco le campagne.

Nun c’erono aria condizionata
e i frigoriferi ce l’evon pochi.

Tutt’al più, dal mi nonno,
se poteva gì, a pià n po’ de fresco,
‘n cantina, dua mettemme anche l’acqua a rinfrescasse.

Qualch volta nvece
mettemme l boccion del vino su n secchio
e l calamme a bagno ntol pozzo.

A casa mia, nvece, io givo a pià al barre,
per pranzo, n cla tazza dla colazione,
quattro quadrettin de ghiaccio per diece lire.

Era questa l’unica frescura,
drento la vasella de l’acqua,
ch’eva da durà per tutto l pranzo.

Si volevi ‘na birra, ‘na gazzosa,
‘na ranciata fresca, evi da gì al barre
come adè pel gelato.

L pane, per tenello a fresco,
la mi mamma ce metteva,
dov’era tajato,
i pampini dle viti.

La gente avrà sentito caldo li stesso,
ma steva più zitta, che tanto
n poteva commentà
i bollettini dla televisione,
che prima del ’54 ma manco c’era.

Adè l’Uno dice na cosa, ‘l Due n’antra,
‘l Tre li stesso, ‘l Quattro dice l contrario,
‘l Cinque è come l’Uno
e alora la gente n ce capisce gnente e,
a forza de lambiccasse l cervello,
e aguardà sul termometro la “temperatura”,
sente più caldo nco’.

 Gino Goti

(gino goti 26.7.2010)

1 Commento su La poesia di Gino Goti: “L caldo”

  1. che sei un bravissimo regista operatore è noto, ma che fossi anche un grande “poeta” nel senso nobile del termine non lo sapevo…un giorno tradurrò se vorrai il tuo per me difficile dialetto in lingua di Alberto talegalli.
    Saluti Marcello

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