“Investire in Cultura”: nasce a Perugia un laboratorio di restauro

STUDIO ARCA(UJ.com3.0) PERUGIA – Venerdì 19 Aprile nel centro storico di Perugia si inaugura un’attività imprenditoriale in completa controtendenza rispetto al periodo storico: un laboratorio di restauro, conservazione e valorizzazione di beni librari, documenti, opere d’arte su carta e fotografie – Studio Archa. Studio Archa, nasce dall’impegno di tre esperte restauratrici, che dopo anni di studio e di esperienze nei maggiori laboratori di restauro nazionali e internazionali, hanno deciso di investire su se stesse e sul loro territorio.  L’idea imprenditoriale, è stata sostenuta nell’ambito dell’iniziativa “Investire in Cultura”- POR Umbria FSE 2007-2013, “Ob.2 Competitività regionale ed occupazione, Asse V Transnazionalità e Interregionalità, promossa dall’AUR – Agenzia Umbria  Ricerche.

Lo Studio Archa, gruppo di lavoro tutto al femminile, ha aderito al progetto “E.M.M.A.
– Entrepreneurship Methodology Mediterranean Assistance” gestito da Sviluppumbria
e al progetto “Brain Back Umbria” gestito dall’Agenzia Umbria Ricerche. Queste reti
internazionali consentiranno al laboratorio di integrarsi, farsi conoscere e operare in
una dimensione europea.

Venerdì 19 Aprile alle ore 10,30 lo Studio Archa presenterà la propria attività con una
conferenza stampa che si terrà presso la Sala del Dottorato nel Chiostro Superiore
della Cattedrale di San Lorenzo in Perugia. Seguirà l’inaugurazione del laboratorio sito
in Via Baldeschi, 1 e verrà offerta la possibilità di una visita guidata al Museo della
Cattedrale.  Interverranno alla conferenza stampa: l’Assessore alla Cultura della Regione Umbria,
Fabrizio F. Bracco, il Presidente dell’AUR Claudio Carnieri, Sviluppumbria, il
Soprintendente Mario Squadroni della Soprintendenza Archivistica per l’Umbria e il
Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Perugia – Città
della Pieve, Francesco Saverio D’Amelj.

L’evento vuole essere un’occasione per presentare l’attività del laboratorio, ma
soprattutto un’occasione di incontro per parlare di come la salvaguardia del nostro
patrimonio culturale debba mantenere, o meglio ritrovare, un ruolo centrale, anche
in un momento così delicato dal punto di vista economico e sociale.

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