Inaugurazione anno accademico Accademia Belle Arti Statale entro l’anno

Cerimonia d’inaugurazione per i 445 anni della “Vannucci” con grandi artisti, architetti e giornalisti: dedicata un’aula all’artista Abbozzo, consegnate 15 borse di studio e i diplomi ai nuovi Accademici

Inaugurazione anno accademico Accademia Belle Arti Statale entro l’anno

Nuovi spazi e nuove aule, di cui una magna e polivalente, una sede distaccata tutta dedicata al Design con l’ambizione di trasformarla in un Polo del settore attivando nuovi corsi (Fashion Design e Grafica), un patrimonio studenti (dal 2013 al 2018, matricole + 85%, iscritti circa 550), una statizzazione all’orizzonte, otto nuovi accademici, 15 borse di studio e 6 premi ricevuti dagli studenti. Nel giorno della inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018, il 445esimo per l’esattezza, l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia mostra i muscoli e dà conferma di essere un istituto di Alta Formazione fiore all’occhiello per l’Umbria.

A portare un saluto istituzionale, l’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini, il vice presidente della Provincia Roberto Bertini, il vice sindaco Urbano Barelli con l’assessore a Cultura, Turismo e Università, Teresa Severini. Presenti, tra le personalità del mondo civile e religioso, anche monsignor Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia il rettore dell’Ateneo perugino Franco Moriconi e Giovanni Paciullo della “Stranieri”, il segretario generale della Fondazione Cassa Risparmio di Perugia, Fabrizio Stazi, il presidente della Camera di Comercio, Giorgio Mencaroni, e il vice direttore del dipartimento di Ingegneria, Giovanni Gigliotti.

“Missione Rampini”: statizzazione, lavori, incremento corsi. Tre i punti affrontati dal presidente Mario Rampini nel suo intervento di apertura. Il primo, l’iter sulla statizzazione, confermando che sarà fatta entro quest’anno e che le Accademie che già hanno iniziato l’iter saranno in posizione di privilegio rispetto ad altri istituti (Conservatori, per esempio) che nel frattempo sono stati inseriti in questo percorso. “Con la manovrina di agosto 2017, l’articolo 22 bis – che prevede l’emanazione di due decreti ministeriali di cui uno proprio sulla statizzazione – è stato previsto un processo di statizzazione sia delle Accademie che degli Istituti musicali pareggiati. La legge di bilancio per il 2018 ha così impinguato i capitoli di bilancio con ulteriori risorse.

Con un emendamento portato avanti alla Camera che ha fatto salvi gli accordi di programma sottoscritti con il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per le Accademie, siamo in una posizione, se non di vantaggio, almeno definita. Il 29 gennaio ho un appuntamento a Roma con il direttore generale in modo tale da poter verificare con lui quando si potranno fare i decreti ministeriali che attivano concretamente la statizzazione.

Ecco quindi che le Accademie potrebbero essere statizzate per prime, rispetto ai Conservatori, avendo già in essere gli accordi di programma e l’impegno degli enti. Tutto anche entro l’anno”. Poi il presidente fa il focus sui lavori: “Il primo stralcio – evidenzia Rampini – è stato quello del Museo, poi l’intervento destinato a ripristinare gli spazi ora dedicati all’aula di Scultura “Abbozzo”, all’aula polivalente e al nuovo deposito che accoglie il patrimonio dell’Accademia ordinatamente archiviato. Resta da terminare l’ala ovest, la parte diruta, con l’obiettivo di metterla tutta in sicurezza, fino al riutilizzo del piano a livello del chiostro.

Un progetto, quest’ultimo, il cui preventivo si aggira sugli 800 mila euro, non coperto tutto dalla Fondazione Cassa Risparmio di Perugia, che comunque da anni sempre finanzia i lavori di ristrutturazione (“finora 1,4 milioni di euro, ha sottolineato nel suo saluto Stazi”), tanto che si è riusciti a far tornare a rendere quasi totalmente fruibile il complesso che ospita l’Accademia”. Potenziamento dell’offerta didattica, il terzo punto affrontato: “L’intento è quello di creare spazi per sviluppare i corsi di Scultura, Disegno, Pittura e Scenografia, mettendo a disposizione luoghi più ampi e attrezzature migliori.

Il tutto lo si otterrà con il trasferimento nei locali della Provincia in via Tornetta (ex Crued) – concessi in uso gratuito con l’impegno da parte nostra di renderli fruibili – tutto il corso di Progettazione artistica per l’impresa-Design. Con l’intenzione di attivare presto una scuola triennale di Fashion Design e, per il prossimo anno, un biennio specialistico di Grafica, due corsi che danno opportunità occupazionali, così da realizzare a Perugia, proprio all’Accademia, un Polo del Design”. Tutte grandi manovre in corso, portate avanti sotto la supervisione del direttore amministrativo dell’Accademia, l’avvocato Domenico Ferrera.

La “mia” Accademia. “Questa è la mia ultima inaugurazione come direttore – esordisce Paolo Belardi -. Il mio mandato, infatti, è ormai prossimo alla scadenza (31/12 , ndr): quindi è tempo di bilanci.

Ed io, se mi volto indietro e penso al lavoro svolto in questi cinque anni (2013-2018), non penso alla quantità (anche se le nuove matricole sono passate da 94 a 173 con un incremento pari all’85%), ma penso alla qualità (l’età media dei docenti si è abbassata di molto e nel corso degli anni siamo riusciti a coinvolgere molte eccellenze di livello nazionale come Giancarlo Cauteruccio, Andrea Cavalletto, Carlo Contesso, Arthur Duff, Marco Fagioli, Pietro Carlo Pellegrini, Paul Henry Robb).

Più ancora, però, penso a un evento simbolico ovvero penso a quando, nell’estate 2015 (442 anni dopo la fondazione della nobilissima “Accademia del Disegno”), uno studente di origini pugliesi ha discusso brillantemente la prima tesi in Design.

Un traguardo importante per l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia: una scuola antica e territoriale (perché nobilitata dall’eredità degli insegnamenti impartiti nelle botteghe del Roscetto e dei fratelli Danti), ma anche una scuola innovativa e internazionale (forte di una propria Fablab e alimentata dal confronto quotidiano con i tanti studenti provenienti da ogni parte del mondo: dal Cile, dalla Corea e dagli Stati Uniti oltre che dalla Cina).

Ma c’è dell’altro. Credo, infatti, che la “mia” Accademia è stata anche e forse, soprattutto, un luogo aperto alla vita cittadina (abbiamo organizzato più di 200 eventi tra seminari, conferenze, workshop, performance ecc.) e sensibile all’ibridazione culturale (abbiamo incoraggiato l’uso del mouse e del tablet senza abdicare alla matita e al pennello). Così come dimostrato da “Monk: un nuovo tipo di carattere, disegnato in occasione di “Expo Milano 2015” ibridando le rotondità proprie della scrittura carolina, utilizzata dagli amanuensi benedettini, con le spigolosità proprie della scrittura gotica, utilizzata dagli amanuensi francescani.

I tipi di carattere sono importanti, così come sono importanti le parole. Non a caso il rilancio della “mia” Accademia è stato fondato su un nuovo logotipo (“ABA”) e su dodici parole-chiave (animazione, apertura, appartenenza, collaborazione, comunicazione, disegno, disseminazione, integrazione, ricerca, rinnovamento, riorganizzazione, trasferimento).

Dodici parole-chiave che tradiscono di per sé il cammino intrapreso verso un obiettivo apparentemente scontato, ma in realtà tuttora rivoluzionario, quale la glocalizzazione della conoscenza. Un obiettivo che abbiamo perseguito ricostruendo pazientemente un sistema relazionale forte con le ‘cento città’ della nostra regione nell’intento di rifuggire qualsiasi rischio d’isolamento snobistico.

Il che, tuttavia, non ci ha fatto dimenticare di adoperarci per l’internazionalizzazione – ha concluso Belardi -, perché il mondo continua a guardare con ammirazione alla nostra capacità di produrre bellezza. Per questo oggi i nostri studenti, anche se vanno da Perugia a Torgiano, lo fanno passando da Shanghai. E non è cosa da poco”. Una relazione densa, quella del direttore Belardi, che ricordando i tanti progetti portati avanti in questi anni, segno del grande fermento in cui ora vive l’Accademia, si è conclusa con un calorosissimo applauso e sentimenti di commozione.

Declamazione e lectio magistralis. A declamare un documento del ’68, “Provvedimenti in merito all’agitazione degli studenti” – estratto del verbale del Consiglio accademico del 29 marzo 1968 -, Emanuela Filippelli del Cut, il Centro universitario teatrale di Perugia. Mentre il videoartista Fabrizio Plessi e dell’architetto Gianluca Peluffo hanno tenuto la lezione magistrale “Materia, Genealogia, Memoria, Rinascimento”.

Un’aula per “Abbozzo”. È dedicata all’artista Edgardo Abbozzo, già direttore di lungo corso dell’Accademia, la nuova aula di Scultura. A ricordare la sua figura, il professore Luciano Tittarelli che lo ha avuto come Maestro, e anche amico, mentre il professor Emidio De Albentiis ha letto uno scritto di Amedeo Nelli, poeta scrittore e intimo amico di Abbozzo. A corollario la proiezione di un video (di Sara Santarelli) che ha messo in luce una sintesi del lavoro dell’artista (presente, tra il pubblico, il figlio Antonio).

Borse di studio, 5 sponsor per 15 studenti. Per l’occasione consegnate 15 borse di studio; la “Armando Alunni” a Noemi Belfiore, Edoardo Pellegrini, Andrea Pileri, Magdalini Polytaridou, Anna Scognamiglio, Sara Tosti; la “Alfredo De Poi” a Matteo Mariotti Paradisi; la borsa “Chen Ming” è andata a: Bahie Fan, Mohammad Mahmoudi, Mario Milia, Filippo Moroni, Qing Xu, Li Yan; la “Maria Elena Petruccioli” a Emanuele Mancini e il “Premio Scarpellini” della Società di Mutuo Soccorso ad Alessia Massatani.

Studenti premiati e nuovi Accademici. Diversi i concorsi a cui hanno partecipato gli studenti, altrettanti quelli premiati: Giorgia Sardone, Blerta Ripa e Tommaso Calderini per aver ideato il nuovo logo della Choco Academy dell’Università dei Sapori, mentre quello del Centro di ricerca sul clima e cambiamenti climatici dell’Università di Perugia porta la firma di Andrea Milia, quello della Fondazione Carlo Lorenzini di Cecilia Bonucci. Tutti studenti del corso “Progettazione artistica per l’impresa-Design”.

Il logo realizzato per la “Scherma Grifo Perugia” è di Munkhzaya Lutkhuu (corso di Pittura). A chiudere la cerimonia d’inaugurazione, la consegna dei diplomi agli otto nuovi Accademici freschi di nomina. Tra quelli di Merito: Stefano Benazzo, fotografo, Emilio Isgrò, artista, Gianluca Peluffo, architetto, Fabrizio Plessi, artista celebre in tutto il mondo per le sue videoinstallazioni. Quelli d’onore: Caterina Bon Valsassina, storica dell’arte, Marco Carminati, giornalista, Maria Chiara Radi, laureata in Lettere classiche, e Umberto Senin, medico.

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