Il lanificio di Ponte Felcino riapre agli ex dipendenti

Dal 26 gennaio il Lanificio di Ponte Felcino ha riaperto le sue porte chiuse dall’agosto scorso, per ospitare una iniziativa che ha destato molto interesse nella popolazione perugina e di tutta la regione

Il lanificio di Ponte Felcino riapre agli ex dipendenti

Il lanificio di Ponte Felcino riapre agli ex dipendenti

La mattina di domenica 31 gennaio gli ex dipendenti del Lanificio di Ponte Felcino hanno potuto varcare l’ingresso della fabbrica ferma dall’agosto scorso, per una visita guidata organizzata dalla Pro Loco la Felciniana. Un appuntamento con il passato che ha permesso a molte persone di rincontrarsi sotto la grande ciminiera, negli spazi e nei reparti che hanno visto avvicendarsi generazioni di operai che fra quelle mura hanno passato la loro vita lavorativa richiamati ogni giorno dal caratteristico fischio della sirena. Grazie alla concessione della società Le Copains, proprietaria dell’immobile, in questi giorni presso i locali svuotati del Lanificio si è svolta un suggestivo quanto significativa evento teatrale itinerante in occasione della giornata della Memoria 2016, L’Istruttoria, organizzato e allestito dal Teatro di Sacco per la regia di Roberto Biselli.

E proprio ripercorrendo quei reparti ormai silenziosi lasciati liberi dai macchinari che i ricordi si sono riaccesi nella memoria di molti operai. A qualcuno sembrava ancora di sentire l’eco del rumore dei telai, l’odore della lana insieme a quello delle macchine, i vapori della tintoria ed il vociare festoso dei lavoranti.

Dai Bonucci che lo fondarono ai Guelpa che lo rilanciarono fino a Ginocchietti che lo rese famoso, nel corso della sua secolare attività dal lanificio di Ponte Felcino sono usciti prodotti tessili di grande qualità come panni lana, coperte, tessuti cardati e pettinati ed ancora articoli di maglieria ed accessori per l’alta moda. Per l’evento teatrale, all’interno dei vari reparti, erano state disposte alcune opere d’arte contemporanea ed allestito uno spazio museale rappresentante le fasi della lavorazione della lana e la storia industriale del Lanificio e degli imprenditori che lo hanno diretto nel corso dei suoi 150 anni di attività.
L’auspicio dei cittadini e delle associazioni paesane è che il patrimonio immobiliare di questo importante insediamento industriale venga al più presto valorizzato per il bene comune di tutta la collettività.

IL LANIFICIO DI PONTE FELCINO RIAPRE LE PORTE AL TEATRO

Dal 26 gennaio il Lanificio di Ponte Felcino ha riaperto le sue porte chiuse dall’agosto scorso, per ospitare una iniziativa che ha destato molto interesse nella popolazione perugina e di tutta la regione, accogliendo un evento teatrale itinerante in occasione della “giornata della memoria” 2016. La proposta singolare e significativa è stata ideata e allestita dalla compagnia del Teatro di Sacco sotto la regia di Roberto Biselli ed ha raccolto grande attenzione e partecipazione attraverso 18 repliche, alcune realizzate di mattina e specificatamente rivolte alla scuole di tutta l’Umbria, svoltesi dal 26 al 31 gennaio fra i grandi spazi dei reparti della dalla fabbrica tessile ormai svuotata dei suoi macchinari.

Oltre 1500 spettatori hanno potuto assistere ad un evento d’arte multidisciplinare itinerante, che ripercorreva le fasi processuali di un testo molto famoso, L’ISTRUTTORIA di Peter Weiss, animato da ottimi interpreti, oltre 60 fra attori, cantori, danzatori e artisti che hanno appositamente creato delle istallazioni per l’evento, e suggellata dall’atmosfera spoglia quasi spettrale della grande fabbrica che per l’occasione sembrava trasformarsi in un grande lager.
Il progetto artistico, pensato e diretto da Roberto Biselli, il direttore del Teatro di Sacco, è tratto dal testo di Peter Weiss e metteva in scena le fasi di un processo svoltosi a Francoforte dal 1963 al 1965 nel quale la Germania ha trovato il coraggio di fare un processo a se stessa denunciando e portando alla sbarra del tribunale alcuni responsabili rimasti impuniti dei crimini perpetrati ad Auschwitz.

Una manifestazione di grande importanza simbolica riuscita anche grazie alla disponibilità della società Le Copains, proprietaria dell’immobile che ha concesso in comodato la struttura, e dal supporto di tutte le associazioni di volontariato presenti a Ponte Felcino, ottimamente coordinate dalla Pro Loco la Felciniana.

Un appuntamento con il passato che ha permesso a molte persone di rincontrarsi sotto la grande ciminiera, negli spazi e nei reparti che hanno visto avvicendarsi generazioni di operai che fra quelle mura hanno trovato dignità nella loro vita lavorativa richiamati ogni giorno dal caratteristico fischio della sirena. E proprio ripercorrendo quei reparti ormai silenziosi lasciati liberi dai macchinari che i ricordi si sono riaccesi nella memoria di molti operai. A qualcuno sembrava ancora di sentire l’eco del rumore dei telai, l’odore della lana insieme a quello delle macchine, i vapori della tintoria ed il vociare festoso dei lavoranti.
Dai Bonucci che lo fondarono ai Guelpa che lo rilanciarono fino a Ginocchietti che lo rese famoso, nel corso della sua secolare attività dal lanificio di Ponte Felcino sono usciti prodotti tessili di grande qualità come panni lana, coperte, tessuti cardati e pettinati ed ancora articoli di maglieria ed accessori per l’alta moda. Per l’occasione, all’interno dei vari reparti erano state disposte alcune opere d’arte contemporanea ed allestito uno spazio museale rappresentante le fasi della lavorazione della lana e la storia industriale del Lanificio e degli imprenditori che lo hanno diretto nel corso dei suoi 150 anni di attività.

L’auspicio dei cittadini e delle associazioni paesane è che il patrimonio immobiliare di questo importante insediamento industriale venga al più presto rivalorizzato per il bene comune di tutta la collettività.
Pier Paolo Vicarelli

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