Gualdo Tadino, Vittorio Sgarbi a Rocca Flea per presentare interventi di restauro

rocca flea gualdo tadinoLa primavera a Gualdo Tadino si apre all’insegna di importanti progetti di restauro che coinvolgono le opere della Pinacoteca del Museo Civico Rocca Flea, un ciclo di affreschi presso la Monumentale Chiesa di San Francesco e l’importante stemma cardinalizio posto sulla Fontana del Cardinal Del Monte, a lato della Cattedrale di San Benedetto. Domenica 6 aprile alle ore 11.00, con la presenza del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, sarà intanto possibile ammirare il prezioso lavoro di recupero dei dipinti in mostra presso la Pinacoteca, tra i quali importantissime opere di Matteo di Pietro di ser Bernardo, noto come Matteo da Gualdo, notaio e pittore, una delle più interessanti e complesse personalità dell’arte umbra della seconda metà del Quattrocento.

Il Commissario Straordinario Salvatore Grillo ha specificato: “sono orgoglioso di aver contribuito a restituire al primigenio splendore opere d’arte di straordinaria importanza, patrimonio e vanto della comunità gualdese, senza gravare i cittadini di alcun onere. Infatti, attraverso un paziente lavoro di ricerca tra i residui attivi dei fondi di bilancio, esclusivamente destinati a scopi di restauro e non utilizzabili per altre finalità, abbiamo potuto operare questo straordinario recupero”. Catia Monacelli, Direttore del Museo Civico Rocca Flea, ha sottolineato: “tutelare, recuperare e salvaguardare l’insieme delle risorse culturali che determinano la bellezza di un territorio e che per osmosi ne raccontano storia, ambiente, natura, arte e folklore, significa dare un futuro al nostro passato.

Ringrazio sentitamente l’amministrazione comunale e la straordinaria sensibilità del Vice Prefetto di Perugia Salvatore Grillo che tempestivamente ha operato in tal senso, salvando dall’oblio un patrimonio artistico di fondamentale importanza”. Durante la manifestazione del 6 aprile, Vittorio Sgarbi presenterà l’umoroso e fragrante “Filosofo in lettura”, l’opera da lui attribuita a Pier Francesco Mola, come annunciato lo scorso mese dalle colonne di “Sette”, settimanale del Corriere della Sera, confutando la precedente assegnazione che vedeva il dipinto appartenere al Gherardi. L’intervento di Sgarbi si concluderà con la presentazione della sua ultima pubblicazione “Il tesoro d’Italia. La lunga avventura dell’arte”, edito da Bompiani, dedicato alla ricchezza del patrimonio artistico italiano.

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