Gualdo Tadino, superate le 10mila presenze per la mostra ‘Arte e follia’

Antonio Ligabue, Lotta di galli, olio su faesite, cm 85 x 95
Antonio Ligabue, Lotta di galli, olio su faesite, cm 85 x 95

Sabato e domenica visite guidate con esperti senza costi aggiuntivi sul biglietto – Esposizione visitabile fino al 30 ottobre nella Chiesa monumentale di san Francesco

(Avi News) – Gualdo Tadino, 14 ott. – Un grande risultato per la mostra ‘Arte e follia. Antonio Ligabue – Pietro Ghizzardi’ che ha raggiunto il traguardo di oltre diecimila ingressi. A pochi giorni dalla sua chiusura, domenica 30 ottobre, i visitatori continuano ad affollare le sale della Chiesa monumentale di san Francesco a Gualdo Tadino. Tra loro anche tanti giovani studenti e turisti che scelgono di ammirare non solo le 80 opere dei due illustri maestri ma anche le collezioni museali presenti in città.

Aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, l’esposizione curata da Vittorio Sgarbi e coordinata da Catia Monacelli, direttore del Polo museale di Gualdo Tadino, promotore dell’evento insieme ad amministrazione comunale cittadina, Regione Umbria e Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, prevede la possibilità di svolgere ogni sabato e domenica alle ore 16, una vista guidata con l’esperto senza nessun costo aggiuntivo sul biglietto.

“Abbiamo voluto scommettere insieme – ha dichiarato il sindaco della città Massimiliano Presciutti –  e non senza un pizzico di sana follia, per essere in tema con la mostra, sull’arte e sulla cultura, per dare nuova linfa e impulso a un itinerario storico e artistico di grande valore, che contempla ben cinque musei con collezioni che spaziano dall’archeologia, al lustro ceramico di derivazione mastrogiorgesca, alla storia dell’emigrazione. Desidero con orgoglio condividere con tutti i cittadini il successo che Gualdo merita, tornando protagonista della scena regionale e non solo”.

“Ligabue e Ghizzardi – ha spiegato Vittorio Sgarbi – hanno conosciuto la marginalità sociale, le difficoltà dell’esclusione e della povertà, la modestia di una formazione e di un bagaglio culturale che li obbligava a cercare in se stessi i motivi per un’iconografia che ricostruisse il loro mondo fantastico. Entrambi hanno quindi creato un linguaggio artistico assolutamente personale, al di là e al di fuori di scuole, di maestri e di modelli. Entrambi hanno raggiunto vette di altissimo livello per cui si possono oggi considerare, a pieno titolo, maestri geniali dell’arte del XX secolo”.

Rossana Furfaro

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