“Gola. Cibo ‘incipriato’ scatena il desiderio”. La mostra

Locandina GolaVerrà inaugurata giovedì 21 maggio, alle 18.30 all’Officina Ristorante Culturale di Borgo XX, la mostra fotografica “Gola. Cibo ‘incipriato’ scatena il desiderio”, a cura di Francesca Duranti. L’esposizione, visitabile fino al prossimo 15 settembre, raccoglie i lavori di 13 studenti del primo anno del corso di fotografia del NID (Nuovo Istituto Design) di Perugia dedicati al cibo e a come oggi viene raccontato attraverso le immagini. Un’estetica “incipriata” senza gusto, olfatto, conoscenza degli ingredienti, che sia un piatto stellato o cibo spazzatura poco importa “perché l’alimento oggi si gusta solo con gli occhi. Il cibo – sottolinea la curatrice nella nota di presentazione della mostra – non è mai stato così frainteso e misconosciuto, non distinguiamo più il valore reale che porta in sé, la natura materiale, la genesi agricola, le tradizioni che incarna, la socialità profonda che la tavola imbandita catalizza. Per paradosso una società assai meno alfabetizzata ed emancipata della nostra, in passato, ha avuto per secoli, una concezione ben più colta del culto del mangiare, perché il cibo era l’incontrastata materia prima della vita”. Tredici studenti del primo anno del corso triennale di Fotografia del NID (Gaia Bricca, Simona Bruni, Carla Ciardi, Gabriele Gizzi, Silvia Mancini, Ilaria Manini, Irene Marchionni, Miriam Mazzotta, Eleonora Pascai, Giulio Piccio, Valentina Vanni, Ambra Viozzi) coordinati dai docenti Vincent Urbani e Francesca Duranti, si sono confrontati con questa tematica, affrontando l’argomento attraverso il linguaggio dello still life, giocando in sala posa con l’assurdo, in perfetto equilibrio tra realtà e finzione. “L’enfasi sulla presentazione e l’utilizzo della pietanza – prosegue Duranti – è figlia del nostro tempo, quello digitale, nel quale le immagini hanno assunto un peso enorme. Tutte le fotografie condivise tra social sono studiate nei minimi dettagli, e questo vale anche per i piatti da fotografare, condividere ed ammirare. Non si tratta però solo di qualcosa da contemplare, queste pietanze provocano un desiderio irrefrenabile, si vuole assaggiarle, addentarle, divorarle, senza sapere però cosa si nasconde dietro”.

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