Finale di partita con Glauco Mauri e Roberto Sturno al teatro Cucinelli

Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222

Finale di partita con Glauco Mauri e Roberto Sturno al Cucinelli di Solomeo

Finale di partita con Glauco Mauri e Roberto Sturno al teatro Cucinelli

SOLOMEO – Scritto da Beckett nel 1956, andò in scena, in francese, in prima mondiale al Royal Court di Londra nell’aprile del 1957 Glauco Mauri e Roberto Sturno, diretti da Andrea Baracco, portano in scena, domenica 21 gennaio, alle 21, al teatro Cucinelli di Solomeo Finale di partita testo cardine e paradigmatico del Novecento.

Scritto da Beckett nel 1956, andò in scena, in francese, in prima mondiale al Royal Court di Londra nell’aprile del 1957 insieme all’atto unico Atto senza parole, e poi, nello stesso mese e con la stessa Compagnia, a Parigi allo Studio des Champs-Élisées. In Italia fu messo in scena per la prima volta l’anno successivo da Andrea Camilleri.

Come in molti suoi lavori Beckett, Premio Nobel per la Letteratura del 1969, in Finale di partita parla della condizione umana segnata dalla sofferenza e dall’assurdità dell’”essere”, dei limiti e delle possibilità della libertà individuale, della solitudine di ciascuno di fronte al mondo: un teatro di personaggi, che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti.

Finale di partita, si svolge in una stanza-rifugio post-atomico, nuda, senza mobili, dove la luce penetra grigiastra, dove, come in una pseudopartita a scacchi, si muovono i suoi personaggi: Hamm, cieco e su una sedia a rotelle, i suoi genitori Nagg e Nell, senza gambe e chiusi in due contenitori per la spazzatura, e il suo servitore Clov, che non può sedersi mai. Hamm e Clov per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Ham, e solo Ham possiede le chiavi della dispensa.

“Parlare di Beckett – dice il regista Andrea Baracco – significa parlare dell’insensatezza della condizione umana, della insondabilità dell’universo e dell’umano, del tentativo di esprimere l’inesprimibile, insomma di molti grandi temi (anche se lo stesso autore mette in guardia: “il mio lavoro è questione di suoni fondamentali, se qualcuno vuole farsi venire il mal di testa con i significati reconditi, faccia pure. E si prepari un’aspirina”), ma più di tutto significa parlare di teatro, di personaggi che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti, più di tanti altri della così detta drammaturgia di stampo realistico.

In Finale di partita tutto ciò è assolutamente evidente; da un lato i due bidoni che contengono Nagg e Nell, e poi la sedia a rotelle, la scala che dà sulle finestre in alto, costruiscono un luogo installativo, uno spazio autosufficiente che sembra non avere necessità di altro se non di se stesso per essere significante; e poi loro, gli unici abitanti plausibili e possibili di quel luogo, Hamm e Clov da un lato e Nagg e Nell, i genitori di Hamm, dall’altro, impensabili l’uno senza l’altro, come tante coppie comiche del cinema muto impossibili da immaginare separati.”

Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita.

E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.

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