Festival del Giornalismo, intervento di Roberto Saviano: Zero Zero Zero

(UJ.com3.0) PERUGIA – A sette anni dal successo mondiale di Gomorra Roberto Saviano è tornato a raccontare la criminalità organizzata in ZeroZeroZero, un lavoro a metà tra il romanzo e l’inchiesta, che analizza questa volta la rete dei sistemi criminali dal punto di vista del prodotto: la cocaina, presenza costante e invasiva nella società di oggi, raccontata nel libro in tutto il processo di produzione, distribuzione e consumo. Un viaggio violento e infernale nel capitalismo criminale e nelle radici profonde della crisi economica che ingolosisce il mercato delle mafie. Roberto Saviano ha raccontato il suo ZeroZeroZero al Festival Intenazionale del Giornalismo, sabato 27 aprile al Teatro Morlacchi.

“Spesso mi si chiede come possano le parole mettere paura alle organizzazioni criminali. In verità ciò che spaventa non sono le parole, ma chi le legge, chi le ascolta. A fare paura sono i lettori che hanno voglia di capire i meccanismi”. Lo ha detto Roberto Saviano, ospite d’onore del settimo Festival del Giornalismo. Ieri sera al teatro Morlacchi tanti applausi e calore e affetto per colui che ha fatto della parola “vera” il suo mestiere, la sua ragione di vivere. Saviano ha raccontato del suo nuovo lavoro “ZeroZeroZero”, di questo suo viaggio nei giorni infernali del mondo contemporaneo. Ha descritto quei luoghi dove la ferocia dilaga incontrastata e dove i boss hanno imparato tutte le regole più sofisticate del business. Roberto è voluto andare ancora una volta alle radici del male, elencando le cause della crisi economica, il dilagare del capitalismo criminale, fino ad arrivare all’assalto mafioso ai santuari della finanza da Wall Street alla City. Con quel “a fare paura sono i lettori che hanno voglia di capire i meccanismi” Roberto Saviano non ha voluto solo “indicare”, ha anche cercato di coinvolgere, provocare una partecipazione più diretta, scuotendo sì la coscienza civile, ma anche presentando la via maestra, che è quella di far sì che ognuno che legge, che prende atto del male, si senta poi a suo modo “protagonista”. Che poi in fondo è la tesi principale di questo Festival del Giornalismo che pur in corso ha già messo sul campo le sue linee guida. Mai come adesso si era infatti parlato di “giornalismo partecipativo”, di quello che vede sempre più in prima linea lo stesso lettore. Molti sono stati gli incontri in cui si è sviluppato il tema sel citizen journalism, vale a dire di questa nuova forma di comunicare che vede la “partecipazione attiva” dei lettori, grazie soprattutto alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta da Internet.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*