Ernesto Galli della Loggia al Festival dei due Mondi

3 meditazioni sul passato e sull’avvenire con la partecipazione di Adriana Asti, una produzione Spoleto59 Festival dei 2Mondi

Ernesto Galli della Loggia al Festival dei due Mondi
ernesto galli della loggia

da Ernesto Galli della Loggia
Ernesto Galli della Loggia al Festival dei due Mondi di Spoleto.  3 meditazioni sul passato e sull’avvenire con la partecipazione di Adriana Asti, una produzione Spoleto59 Festival dei 2Mondi. Cristianesimo, Guerra, Democrazia. Tre smisurati blocchi di eventi e di idee che ci hanno accompagnato nella storia, in particolare quella degli ultimi due secoli, gettando le basi delle nostre società. Tre conversazioni per cercare soprattutto di mettere a fuoco problemi, di suscitare domande e aprire prospettive, con l’aiuto della lettura di testi famosi. In una lunga cavalcata che dal passato condurrà fino ad oggi. Perché tutto naturalmente è cominciato molto tempo fa: si può dire che la stessa identità dell’Europa sarebbe impensabile, infatti, senza i tre elementi che danno il titolo a questi incontri. Molto tempo fa, ho detto, anche se è intorno ad essi che si dipana in particolare il filo che dalla Rivoluzione francese conduce fino ad oggi.

Il Cristianesimo ha plasmato il concetto di bene e di male che in grandissima parte è tuttora il nostro, ha rappresentato la premessa per l’immagine totalmente razionale della natura e del mondo che ha condotto al travolgente sviluppo scientifico che sappiamo,  ma insieme  esso è stato anche la premessa per l’idea di eguaglianza fra tutti gli esseri umani e fra uomo e donna che rende oggi così peculiare e diversa da tante altre la nostra cultura. Senza la guerra, d’altra parte, senza la polarità amico-nemico, come pensare la politica, questo autentico cuore pulsante della nostra storia da 2500 anni? La dimensione della  guerra ha significato l’organizzazione dello Stato, le attribuzioni decisive del potere e al tempo stesso la verifica essenziale della sua legittimazione, la sua capacità di ottenere consenso.
Così come dopo l’’89 il portare le armi ha rappresentato a lungo la condizione prima per la titolarità dei diritti politici necessari ad una piena cittadinanza, e proprio per questo la ragione dell’esclusione delle donne dagli uni e dall’altra. Senza contare il ruolo essenziale che ha avuto la guerra nell’assicurare all’Europa la supremazia assoluta sul resto del pianeta per almeno tre secoli.
Da ultimo la democrazia. A prescindere dalla quale l’intero panorama della nostra vita è sempre meno pensabile, anche se mai come oggi ci sembra che molti suoi nodi siano giunti al pettine. Quale significato nella nostra situazione storica possiamo e dobbiamo attribuirle? Quali sono i problemi del suo funzionamento che il tempo ha messo in luce? Quali sue promesse sono ancora realistiche?

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