Festival di Danza, chiusura con l’Agorà Dance Project

fotoGiovedì 1 maggio, alle 20,15, si conclude con un vero “botto” di grandissimo livello, artistico ed emozionale, la 33ma edizione del Festival Nazionale Scuole di Danza “Renato Fiumicelli”, in scena ancora mercoledì 30 aprile nel teatro comunale di Gubbio.

L’Agorà Dance Project, compagine di Reggio Emilia di recente formazione, che già si è imposta con lusinghiero successo in numerosi palcoscenici nazionali, giovedì proporrà una fiammeggiante e toccante versione de  “La Sagra della Primavera”, creata dal compositore russo  Igor Stravinsky il 29 maggio 1913, dunque 101 anni orsono, a Parigi.

“La Sagra”, che, all’esordio, con la coreografia di Vaslav Nijinsky, produsse un vero e proprio “shock” artistico, uno scandalo senza precedenti, è unanimemente considerata l’evento fondante, anzi il simbolo stesso della modernità nella musica e nella danza del ‘900. Nulla, dopo quel debutto, sarebbe stato più uguale a prima sui palcoscenici del mondo.

Quello stesso balletto, già oggetto di insulti e feroci contestazioni, oggi è un’icona nella Storia delle Arti Performative, e la partitura di Stravinskij viene regolarmente eseguita dalle  più grandi orchestre del mondo. “La Sagra” ha continuamente ispirato la fantasia di centinaia di coreografi, ed è stata declinata in ogni stile di danza. Celeberrime, tra le altre, le versioni create, nel 1959, da Maurice Béjart, e, nel 1975, da Pina Bausch. Da una edizione all’altra, rimane presente, tuttavia, il tema del sacrificio rituale degli Eletti, maschio o femmina che siano, immolati per propiziare il Dio della Primavera.

Nella nuovissima proposta del coreografo Enrico Morelli per i quindici, giovanissimi danzatori di Agora Coaching Project, in scena a Gubbio, il soggetto rimane, in uno spettacolo che s’impone all’attenzione per grande potenza espressiva e intima coesione al “senso della musica”.

La coreografia ci parla di solitudini e violenze, specchio delle esistenze quotidiane. La Sagra diventa un “rituale di esorcismo”, dove il gruppo agisce da corpo unico e indistinto, e sceglie nel “capro espiatorio” la figura più debole. Su di lui, l’Eletto, in negativo, si scaricano responsabilità, paure e oscuri umori. La vittima, una volta  sfiancata da raffiche continue di scarti e dinamiche, è “eliminata”, come merce guasta, nell’atto finale.

È il tocco indispensabile di una salda consapevolezza registica e coreografica, che sceglie la nuda scena come unico elemento, e ricama con sapienza il “dentro e fuori” delle luci, in zone d’ombra dalle quali emergono corpi fasciati di rosso. Lo spettacolo è davvero da non perdere.

Altrettanto interessante, per altre ragioni, è la presenza, mercoledì 30 aprile, di due coppie di allievi de l’Accademia di Danza di Roma, impegnati in passi a due estratti da “Don Chisciotte” e “Coppelia”, grandi titoli del repertorio classico.

Il festival è organizzato dalla Scuola di Danza “Città di Gubbio”, con il contributo di Comune di Gubbio e GAL Alta Umbria, e il patrocinio di: Regione dell’Umbria, Provincia di Perugia, Servizio Turistico Associato – IAT Gubbio, Club Amici delle Muse. L’organizzazione è a cura della Scuola di Danza “Città di Gubbio”.

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