Vinitaly 2014, Kerin O’ Keefe, Umbria tra le 10 “Top Wine Getaways”

Vinitaly201400012VERONA, 7 aprile – “Top Wine Getaways“, ovvero 10 destinazioni enoturistiche in tutto il mondo: luoghi di eccellenza del vino e non solo, in cui trovare rifugio per una sicura vacanza  di piacere e di esperienze indimenticabili, legate sì al vino e al cibo, ma anche alle “locations” paesaggistiche e alle peculiarità dei territori.

C’è anche l’Umbria fra le migliori dieci destinazioni del 2014, secondo il numero di febbraio di “Wine Enthusiast Magazine“, il mensile americano dedicato interamente al vino, in buona compagnia con le Isole Egee (Grecia), Valle de Guadalupe e Baja California (Messico), Texas Hill County, Sonoma e Walla Walla (Usa), Mendoza (Argentina), Baden (Germania), Barossa Valley (Australia) e Languedoc (Francia).

Aperto da una suggestiva foto del giardino terrazzato di un “relais” nel centro storico di Gubbio,, sottolinea dell’Umbria la grande bellezza naturale, le ben conservate città medievali, le stupende cattedrali, come quella di Orvieto, i musei, le università e la grande vivacità culturale.

Oltre, naturalmente – come ha sottolineato la stessa O’ Keefe, intervenendo a Verona ad una conferenza-stampa presso lo “stand” dell’Umbria di “Vinitaly 2014″, organizzata per illustrare la “nomination” della regione da parte di “Wine Enthusiast” -, l’articolo dedicato all’Umbria dall'”italian editor” della rivista, Kerin O’ Keefeai suoi vini: “bianchi o rossi che siano – ha detto la giornalista americana, parlando alla presenza delle autorità regionali, del direttore di “Wine News” Alessandro Regoli, di responsabili del Movimento del Turismo del Vino e di numerosi produttori -, i vini umbri hanno raggiunto grandissimi livelli qualitativi: un motivo in più – ha aggiunto – perché la regione meriti di essere visitata e conosciuta in modo approfondito”.

Perché un conto – ha detto in sostanza – è assaggiare grandi vini e farne un’esperienza coinvolgente, ma un altro è alzarsi dal divano e andare direttamente nei luoghi dove i vini si producono: è lì, nel contesto dei territori, che i vini bianchi sembrano più cristallini, i rossi più potenti. E, quando ci si trova sul posto, c’è una facilità ben più naturale nell’abbinare i vini ai cibi locali.

“I vini – ha detto Kerin O’ Keefe, spiegando la filosofia di “Wine Enthusiast” – si sentono a casa, nello stesso modo in cui noi, turisti e viaggiatori, ci sentiamo tanto più a casa quanto più restiamo nella mèta che ci siamo scelti.”

Per i rappresentanti regionali, è un risultato di cui essere orgogliosi, frutto del grande lavoro compiuto nel territorio, fortemente voluto dalle istituzioni e dai produttori, per aumentare la qualità e la competitività del vino umbro sui mercati, nella salvaguardia dell’ambiente e della sostenibilità. Un risultato, hanno aggiunto, che premia l’Umbria, che ha saputo investire in uno sforzo economico-produttivo che si è tradotto nella qualità del vino. Ora, hanno detto, bisogna continuare sulla strada intrapresa, in un forte gioco di squadra di produttori e istituzioni, per confermare gli obiettivi raggiunti, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento della promozione e della commercializzazione.

Le ragioni della scelta di “Wine Enthusiast”, secondo i rappresentanti regionali, confermano quelle della Regione, che vogliono un turismo dall’offerta integrata e variegata, come c’è in Umbria, dove tutte le opportunità agiscono in sinergia.

“Ci sono molte ragioni perché l’Umbria sia stata inclusa fra le ‘Ten Best Wine Travel Destinations‘ del 2014 – ha detto Alessandro Regoli, direttore di “Wine News” -, che si riassumono nel fatto che i luoghi del vino umbro sono anche luoghi dell’anima”.

“Il territorio entra nel bicchiere di vino – ha detto Chiara Lungarotti delle omonime Cantine -, e questo è il binomio che va valorizzato, perché il vino costituisce un potente attrattore turistico“.

“Per vendere il vino – ha ricordato Marco Caprai delle Cantine Arnaldo Caprai di Montefalco -, bisogna vendere il paese, e per questo è necessario che si sviluppi sempre di più un gioco di squadra, per creare un vero turismo nelle Cantine”.

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