Venerdì Santo, in Cattedrale la prima Via Crucis col Dónca

Un esperimento innovativo: quello di introdurre elementi dell’oralità popolare con un’affabulazione in lingua perugina sullo strazio della Madonna. Il tutto nella chiesa cattedrale, come prologo della Via Crucis del Venerdì Santo.

A volerla, il vescovo ausiliare Paolo Giulietti, convintamente assecondato dal priore dei Canonici, monsignor Fausto Sciurpa.

La proposta parte dall’Accademia del Dónca attraverso la persona del suo fondatore, Sandro Allegrini, difensore della peruginità, studioso e cultore dell’antropologia del Grifo.

La “Santa Passione di nostro Signor Gesù Cristo”, narrata nella lingua del contado, veniva cantata nella zona dell’arnense da una donna analfabeta, Erminia Bovini (1862-1953), che ripeteva un canovaccio risalente al medio evo.

La raccolse per primo il Giuliano Bastianelli (ndr e non il prof Tufo come scritto precedentemente) che (attraverso il presidente della Pro Arna Lamberto Salvatori) la consegnò a Walter Pilini e a Sandro Allegrini per la pubblicazione nei volumi dell’Accademia del Dónca.
L’intensità e la spontaneità con cui viene raccontato il tormento della Madre ne fanno un capolavoro che non ha niente da invidiare alle più blasonate composizioni iacoponiane.

A interpretarla, Allegrini ha chiamato l’attrice mugnanese Valentina Chiatti (foto) che ha conferito al testo dei momenti di rara intensità.

Commozione e apprezzamento da parte dei numerosi perugini presenti all’evento. Tra di loro, il sindaco Andrea Romizi che ha espresso giudizio lusinghiero intorno al valore letterario, religioso e antropologico di un testo molto significativo.

All’Accademia del Dónca va il merito di aver strappato all’oblio questo capolavoro di cultura contadina, prototipo di persuasa religiosità popolare.

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