“Scelgo Io!®”, a Perugia seconda tappa tour di “Generazioni Connesse”

Nel ringraziare l’onlus per aver scelto proprio Perugia quale sede dell’evento, Waguè ha portato i saluti dell’Amministrazione e rivolto i complimenti ai ragazzi per gli splendidi lavori realizzati

“Scelgo Io!®”, a Perugia seconda tappa tour di “Generazioni Connesse”

“Scelgo Io!®”, a Perugia seconda tappa tour di “Generazioni Connesse”

Una sala dei Notari gremita di studenti provenienti da varie parti dell’Umbria, ma anche da Abruzzo ed Emilia-Romagna ha fatto da cornice questa mattina all’iniziativa dal titolo “SCELGO IO!®”, a cura dell’Associazione Cuore e Parole Onlus, seconda tappa del tour nazionale di “Generazioni Connesse”, progetto per la sicurezza digitale dei minori promosso dal Ministero dell’Istruzione e co-finanziato dalla Commissione Europea.

Al centro del dibattito i temi dell’educazione digitale e della lotta al cyber-bullismo, fenomeno, purtroppo, in costante crescita. Secondo le più recenti indagini promosse dalla Polizia di Stato, infatti, due studenti su tre hanno timore del cyber-bullismo e uno su tre ne è stato vittima. Proprio su questi temi, così attuali sono stati coinvolti oltre 13.700 studenti iscritti al bando di selezione di scrittura creativa, arti visive e multimediali “SCELGO IO!®”.

L’iniziativa è stata aperta da Paola Brodoloni, fondatrice dell’associazione, per ricordare che questa seconda tappa fa seguito al primo evento, tenutosi a Milano lo scorso 9 febbraio al piccolo teatro Strehler, con la partecipazione di 600 studenti provenienti da nove province del nord Italia, in occasione del Safer Internet Day, giornata mondiale della sicurezza dei minori sul web, celebrata in oltre 100 paesi.

Brodoloni ha ringraziato l’Amministrazione Comunale di Perugia per aver concesso il patrocinio all’iniziativa, unica nel suo genere per l’Associazione, per la prima volta “in trasferta”.

“Con grande piacere – queste le parole dell’assessore Dramane Wagué – abbiamo accolto questa iniziativa che vogliamo ospitare nella sala che rappresenta la storia della città”.

Nel ringraziare l’onlus per aver scelto proprio Perugia quale sede dell’evento, Waguè ha portato i saluti dell’Amministrazione e rivolto i complimenti ai ragazzi per gli splendidi lavori realizzati.

“Credo che lo studio dei pericoli presenti nella rete sia fondamentale – ha precisato l’assessore – Per tale ragione è importante lavorare, anche attraverso incontri come questo, per far conoscere ai giovani cosa è la realtà digitale, onde consentire loro di poter utilizzare tutti i sistemi nella maniera più corretta possibile”.
E’ seguito il dono da parte dell’Associazione a Wagué di una spilla con una motivazione speciale: “perché anche l’assessore in quello che fa ci mette il cuore”.
Si diceva delle scuole partecipanti, presentate per l’occasione da due protagonisti assoluti del programma di canale 5 Zelig, ossia Davide Paniate e Federico Basso, comici molto amati. Questo l’elenco:

Per l’Umbria: Istituto comprensivo Morlacchi; istituto comprensivo 6 di Castel del Piano; Istituto statale di istruzione superiore Calvino di Città della Pieve, Istituto comprensivo Antonietti di Bastia Umbra.

Per le altre regioni: l’istituto comprensivo Valgimigli di Mezzano di Ravenna; il liceo statale Gonzaga di Chieti, l’istituto comprensivo Volta di Tortoreto (Teramo).
La rete – ha evidenziato Paola Brodoloni – è uno strumento che offre tantissime possibilità, ma, nel contempo, nasconde molti rischi. Per capirne di più, col sorriso sulle labbra, i due artisti di Zelig hanno inscenato uno sketch comico dal titolo “colloquio di lavoro”.
Tra battute e risate è emerso un dato su tutti: ciò che si “posta” sul web rimane per sempre e può essere utilizzato, spesso impropriamente, anche dagli altri. Dunque attenzione a ciò che si fa in rete.

 

A confermare tutto questo è stato proiettato un video con la storia di Marta, una ragazza vittima di cyber-bullismo, con conseguente tentativo di suicidio.
Una storia che è stata analizzata nel dettaglio con il contributo degli esperti della polizia postale e delle comunicazioni per l’Umbria, il vice dirigente del compartimento Mirko Pellegrino e l’assistente capo Mirko Gregori.

Questi ultimi hanno sottolineato che dal video è emerso tutto quanto caratterizza il fenomeno del cyber-bullismo: in primis l’utilizzo di internet (nello specifico dei social-network) per denigrare una ragazza, diffondendo le offese ovunque ed in maniera continuativa. Gli esperti hanno consigliato ai ragazzi, vittime dei reati, di non chiudersi mai in se stessi, bensì di chiedere aiuto agli adulti, siano esso insegnanti, genitori o agenti della polizia postale, contattabile via web (commissariato on-line), via telefono o di persona.

Altra cosa da evitare è la cancellazione dei dati, chat o account, perché la perdita di tali elementi rende più difficile l’identificazione ed il perseguimento degli autori dei reati.

In sostanza l’imperativo quando si opera sul web è: massima attenzione quando si mettono le informazioni in rete, perché se ne perde il controllo.
Gli approfondimenti e l’interazione coi ragazzi sono continuati per tutta la durata dell’incontro, anche grazie alla presenza di Cristina Carucci, psicologa e psicoterapeuta, nonché referente locale dell’associazione EMDR, convenzionata con l’Asl Umbria 2, che ha trattato i temi della resilienza e solidarietà (spettatori=difensori) e del perché si diventa bullo, e Lucia Ivona, formatrice motivazionale, che ha approfondito i temi sul perché si sceglie di pubblicare (quale è il bisogno) e su come vanno gestite le emozioni sul web.

Dopo l’attenta ed inevitabile riflessione sui pericoli della rete, anche qualche dato positivo, perché il web è tanto altro e non può sempre e solo essere identificato con il cyber-bullismo e fenomeni negativi in genere. Pensiamo alla telemedicina, il complesso delle applicazioni della telematica alla medicina per diagnosi e terapie a distanza, all’utilizzo dei social per le emergenze umanitarie (si pensi a quanto successo con facebook per la strage al Bataclan) o alla storia di Malala, ragazza 19enne, premio Nobel per la pace, la quale denuncia, curando un blog segreto per conto della BBC da quando aveva 11 anni, i talebani che in Pakistan si oppongono con violenza al diritto all’istruzione delle bambine e delle donne.

Al termine dell’incontro Sabrina Boarelli, direttore dell’Ufficio scolastico per l’Umbria, anche in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione, ha premiato le scuole partecipanti.

In particolare, l’istituto comprensivo Bastia 1, scuola secondaria di primo grado Antonietti, classe IIA ha presentato una canzone rap dal titolo “l’ignoranza di credersi forti”, inno contro il bullismo in rete per abbattere i “leoni da tastiera”, ma offrendo all’aggressore la possibilità di cambiare in positivo, ed esprimere solidarietà alle vittime, invitandole ad uscire dal silenzio. L’Istituto comprensivo Valgimigli, scuola secondaria di primo grado di Mezzano di Ravenna, classe IIA e C, ha proposto un elaborato di scrittura creativa dal titolo “#racconti”.

Ogni allievo ha realizzato un proprio testo, relativo a problematiche affrontare in prima persona in rete. La raccolta di racconti è illustrata mediante l’inclusione di disegni.

L’istituto comprensivo Morlacchi di Perugia, scuola secondaria di primo grado, classi II a e C, ha proposto il fumetto “Realtà virtuale …in trappola”. I ragazzi hanno rimesso in scena la figura mitologica delle sirena, metafora del fascino della rete, talora rischioso.
Il liceo Gonzaga di Chieti, classe IA L.E.S. ha presentato il fumetto dal titolo “A scuola”.
Dalla diffusione di foto private online si genera una storia di cyber-bullismo che raggiunge il lieto fine grazie alla collaborazione di uno dei protagonisti che diviene difensore della vittima.

L’istituto comprensivo 6, scuola secondaria di primo grado di Castel del Piano, classe II B, ha proposto, invece, la canzone rap #Virtualoff”, incentrata sulla comunicazione e sui rapporti off line, onde evitare la sovraesposizione mediatica, esortando la comunità dei pari a coltivare rapporti di gruppo, all’aperto, anche per evitare i rischi del bullismo.

L’istituto comprensivo Volta, scuola secondaria di primo grado, di Tortoreto, classi III A e C, ha presentato un’opera grafica dal titolo “pubblicità e progresso”.
Si tratta di immagini dotate di messaggi e slogan accattivanti ed immediati che richiamano alle icone del pc. Mettono in scena la coesione e la solidarietà tra pari come strumenti di superamento dei conflitti e dell’aggressività in rete.

L’istituto di istruzione superiore Calvino di Città della Pieve ha presentato, infine, diverse opere. La classe IA il fumetto “non cadere nella rete”, disegnato su un originale supporto ligneo con la tecnica dei pop-up. Affronta il tema del catfishing, stimolando l’attenzione dei bambini sui rischi di adescamento della rete.
La classe IB ha proposto l’opera grafica “il gioco per navigare sicuri”, pannello a patchwork utilizzabile dai giovanissimi come tipico gioco da tavolo: ogni casella contiene una “pillola” definitoria o comportamentale per un utilizzo sicuro della rete.

La classe IIB ha presentato il fumetto “Marco e la realtà”, con protagonista un bambino qualunque in cui tutti posso identificarsi. Marco riscopre il piacere dei giochi tradizionali, preferendo la vita partecipata alla solitudine del gioco digitale.

La classe II A ha proposto il fumetto “la vera connessione”, adatto ai teenager. E’ inscenata una storia di dipendenza da app di gioco e da social network. Dopo un po’ di tempo i due protagonisti prendono coscienza della loro solitudine e riconquistano un rapporto off line più sano.

Infine la classe I F ha presentato il video “l’apparenza inganna”, al centro del quale c’è la condivisione impropria di immagini altrui. La voce narrante sottolinea l’importanza di un utilizzo corretto di internet e degli scambi digitali, a potenziamento dei rapporti umani.

“Scelgo Io!®”

 

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