PERUGIA, TEATRO MORLACCHI, CONCLUSIONE PROGETTO “LA CITTA’ CHE VOGLIAMO”

"La città che vogliamo"
"La città che vogliamo"
“La città che vogliamo”

(umbriajournal.com) PERUGIA – Con uno spettacolo al teatro Morlacchi, molto liberamente ispirato al capolavoro di Leonardo Sciascia “Il giorno della civetta”, si è concluso oggi il progetto “La città che vogliamo”, promosso dal Comune in stretta collaborazione con il mondo della scuola per rafforzare la cultura della legalità. Una iniziativa, quindi, rivolta soprattutto ai giovani. Sulla scena, non attori professionisti ma ragazzi alla prima esperienza di recitazione e accomunati dalla voglia di contribuire ad un percorso di sensibilizzazione sui temi della sicurezza, della lotta alle mafie e del rispetto delle leggi e delle norme della civile convivenza.

In platea e nei palchi, i loro compagni, insegnanti e anche alcuni familiari, per una manifestazione che si è svolta con allegria ed entusiasmo, in un clima decisamente diverso da quello che di solito si associa ad un evento teatrale. Presenti, tra gli altri, il sindaco Boccali, il consigliere Antonino Chifari, delegato dal sindaco alla Cultura della legalità, l’ assessore alla cultura Cernicchi ed il Prefetto di Perugia, Antonio Reppucci. Presenti nelle prime file anche esponenti delle forze dell’ ordine, consiglieri comunali e regionali, la Senatrice Valeria Cardinali.

Nella rappresentazione, di cui Stefano Federici era il regista, erano previsti anche alcuni momenti musicali, fino alla conclusiva “Imagine”. Al termine sono stati consegnati riconoscimenti ai dirigenti scolastici, ai docenti e a tutti coloro che, anche all’ interno della struttura comunale, hanno prestato la propria opera per la riuscita del progetto. “E’ bello vedere il Morlacchi – ha detto il sindaco – così pieno, ma non per una rappresentazione della stagione teatrale, bensì per una manifestazione per la legalità. E’ un fatto importante, perché il Paese deve stare in piedi prima di tutto sul piano della legalità. A questo riguardo, deve essere chiaro che ognuno di noi può e deve fare qualcosa con i suoi comportamenti.

Questo progetto è stato vincente nella misura in cui i ragazzi hanno deciso di esserne i veri protagonisti, e l’istituzione ha creato le condizioni per realizzarlo”. Di legalità ha parlato anche il prefetto. “Accanto a magistratura e forze dell’ ordine – ha detto – deve esserci la società civile, che ha il compito di dare il suo contributo alla sicurezza urbana”. “La città che vogliamo ha preso il via nel 2011. In tre anni sono state organizzate manifestazioni culturali, soprattutto di cinema e letteratura, e si sono svolti incontri con personalità della politica e della società che hanno dialogato con gli studenti delle scuole superiori perugine coinvolte.

(Liceo classico Mariotti, Liceo scientifico Galilei, I.I.S. Liceo linguistico, G. Bruno, IPSIA Cavour-Marconi e Liceo Artistico B. Di Betto). Di fatto, sono stati i ragazzi al centro del progetto, da loro vissuto come protagonisti. Momento centrale del progetto è stata la mostra realizzata con l’Istituto d’Arte Bernardino di Betto (inaugurata il 30 novembre scorso) nella Sala della Misericordia in Via Oberdan sul tema della mafia. La mostra è documentata da un catalogo delle opere esposte.

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