Perugia Pride Village, immagine offensiva in tanti chiedono di revocare patrocinio

Una locandina con un drag queen travestito da Santa Vergine Maria, questo è la provocazione che per la pubblicizzazione del "pride village" di Perugia, scelta squallida e oltraggiosa

Perugia Pride Village, immagine offensiva in tanti chiedono di revocare patrocinio

Con riferimento alle vicende connesse allo svolgimento della manifestazione “Perugia pride village”, vicende che hanno acceso forte polemica circa l’utilizzo – per pubblicizzarla – di un manifesto recante una immagine certamente offensiva, probabilmente blasfema, dei sentimenti della tradizione cattolica della città di Perugia e dell’intera Umbria, posto che è stato evidentemente frainteso lo spirito di civile tolleranza che tradizionalmente ispira (ed anche questa volta ha generosamente ispirato) le decisioni dell’Amministrazione perugina che ha infatti riconosciuto il patrocinio all’evento, Fratelli d’Italia dell’Umbria sollecita il Sindaco e la Giunta ad una riflessione urgente.

Si valuti l’opportunità – che noi riteniamo certa – di revocare per le considerazioni di cui sopra detto patrocinio, l’eventuale contributo (se concesso) e l’autorizzazione all’uso dei Giardini del Frontone, circostanza quest’ultima ulteriormente opportuna: altri spazi in Città risulterebbero certamente più appropriati, a cominciare, a nostro avviso, da Piazza del Bacio, che necessita a maggior ragione di eventi e manifestazioni che possano richiamare sempre più cittadini a Fontivegge.

 

Enea Paladino (Consigliere Provinciale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale): Una locandina con un drag queen travestito da Santa Vergine Maria, questo è la provocazione che per la pubblicizzazione del “pride village” di Perugia, scelta squallida e oltraggiosa. Chiederò ufficialmente alla Provincia di perugia di revocare il Patrocinio a questa manifestazione, auspico che anche il Comune di Perugia e la Regione facciano altrettanto. Non ho dubbi che il sindaco Romizi non concederà più prestigiose location, come i Giardini del Frontone, ad enti e associazioni che non rispettino il pensiero e l’identità altrui.

Inoltre, leggendo il manifesto politico di questa manifestazione si rimane sconvolti per l’aggressività degli organizzatori nei confronti della Chiesa Cattolica, ma contraddicendosi, chiedono confusamente la non discriminazione (sic!!).  E’ comunque auspicabile che gli organizzatori del pride village chiedano scusa non solo a noi cattolici, brutalmente colpiti in una sensibilità così profonda; ma anche al mondo omosessuale che sicuramente non si riconosce negli estremismi ideologici e nella dissacrazione.

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