Perugia 1416, presentato il manoscritto che parla di Braccio

Il codice redatto a Perugia tra la metà del '300 e la metà del '500

Perugia 1416, presentato il manoscritto che parla di Braccio

Perugia 1416, presentato il manoscritto che parla di Braccio

PERUGIA – Le vicende di Braccio raccontate da testimoni oculari. Questo l’interessante contenuto rinvenuto nel manoscritto redatto a Perugia tra la metà del Trecento e la metà del Cinquecento. Un prezioso codice di proprietà privata, da tempo noto agli studiosi che la Biblioteca Augusta è riuscita ad acquisire sul mercato antiquario, e che oggi è stato presentato alla città, nella conferenza dal titolo “La memoria riacquistata: il codice perugino ritrovato”, tenuta alla sala della Vaccara. Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura, Teresa Severini, nonché presidente dell’associazione Perugia 1416, gli interventi (introdotti da Paolo Renzi della Biblioteca Augusta) sono stati a cura della professoressa Erminia Irace, docente dell’Università di Perugia, e da Silvia Chessa, ricercatrice dello stesso Ateneo.

“Sì tratta di un acquisto molto importante – ha sottolineato la professoressa Irace – di un grande dono alla città, perché è il più antico manoscritto di cronaca che venga conservato a Perugia. Il più antico in assoluto è un manoscritto del Trecento conservato nella Biblioteca Nazionale di Roma, però dei testi delle cronache perugine avevamo molti manoscritti ma di epoche successive. Questo invece, che viene redatto a partire dalla metà del Trecento, è una testimonianza molto importante che arricchisce le altre che già esistono.

Rappresenta un tassello che aggiunge notizie e questo consente anche, se uno pensa al 1416, quindi all’epoca di Braccio, di spiegare meglio il contesto culturale, sociale, la città, in cui Braccio si formò, e da qui elaborò forse i concetti, le idee, che poi lo avrebbero guidato nelle sue imprese nella sua vita”.

Soddisfatta anche l’assessore Severini, “perché si tratta di un’opera unica che aggiunge un altro tassello nella conoscenza della storia della nostra città”. Il manoscritto, composto da 78 carte in formato bastardello, è di estremo interesse sia dal punto di vista letterario che storico, compilato in prima persona da testimoni oculari dei maggiori avvenimenti storici cittadini, tra cui emergono anche le vicende del capitano di ventura protagonista della manifestazione Perugia 1416 (che si terrà dal 9 all’11 giugno).

Contiene la serie completa dei quattordici sonetti dei Mesi di Folgòre da San Gimignano e dodici sonetti in volgare perugino della prima metà del Trecento, dieci dei quali attestati da questa unica fonte; particolare è inoltre la presenza di laude legate alla Devozione dei Bianchi del 1399. Numerose sono le annotazioni di carattere storico, vergate da mani diverse nel corso di almeno due secoli, alcune delle quali confluite nei maggiori testi cronachistici relativi alla storia di Perugia. Sottratto alla possibile dispersione e ricondotto nella sua città natale, è ora a disposizione dei cittadini e degli studiosi.

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