Il PerSo Film Festival apre le porte del carcere

Significativo appuntamento, sabato 26, per il PerSo Film Festival, la rassegna di cinema documentario che sta registrando un successo crescente di pubblico, specie per le proiezioni serali, e che domenica chiuderà la sua edizione numero zero. “Sbarre”, ultima fatica di Daniele Segre, verrà proiettato in mattinata all’interno del carcere di Capanne, una visione riservata a detenuti e guardie carcerarie. Il film documenta le insostenibili condizioni in cui versano carcerati e guardie nel penitenziario e fiorentino di Sollicciano.

Minuscole celle da dividere in tre per ventidue ore il giorno, turni stressanti per chi è costretto a sorvegliare da solo fino a settanta detenuti e malgrado tutto la voglia ostinata di mantenere una speranza di redenzione e di riscatto per tutta l’umanità chiusa in aquelle vecchie mura.

L’iniziativa è stata voluta fortemente dalla direttrice del penitenziario, Bernardina Di Mario, che ha accolto con piacere l’intenzione del direttore organizzativo del PerSo, Marco Casodi, di includere nella giuria e nello stesso comitato di selezione del prossimo anno i detenuti di Capanne. Seguirà un incontro con lo stesso Daniele Segre (a lui è dedicata la retrospettiva di questo Festival) e con Salvatore Striano, l’ex detenuto protagonista di “Cesare deve morire”, il film dei fratelli Taviani vincitore dell’Orso d’oro a Berlino, attore anche in Gomorra. L’incontro con i detenuti sarà moderato da Fabrizio Marcucci.

“Sbarre” sarà proiettato per il pubblico anche alle 22.30, come ultimo spettacolo della giornata, tutta concentrata alla sala Méliès. Anche in questo caso sarà possibile colloquiare con il regista e parlare della sua consistente produzione che ne fa uno degli autori più interessanti del cinema italiano.

Completano la giornata “Zero a zero” di Paolo Geremei, sui mancati campioni di calcio (ore 15,15), i due lungometraggi di Segre “Asuba de su serbatoio” sugli operai di Villacidro in Sardegna (17,45), “Sto lavorando?”, delizioso ritratto del giovane Matteo Rulli alle prese con la divisa da cameriere (ore 21), e il corto “Con il fiato sospeso” di Costanza Quatriglio (ore 17,15), come detto tutti al Méliès.

Nella stessa sala, alle 11, la organizzazione non governativa Tamat consulterà il popolo del web per premiare il miglior trailer dei documentari che partecipano al progetto Europeaid in.JAwa.Re, lavori inerenti i diritti umani, dalla povertà al diritto all’educazione, all’economia sostenibile.

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