Nuova sede per Istituto italiano design nel centro storico di Perugia

il taglio del nastro

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Il nuovo, attraverso la creatività, la cultura della progettazione e il design, rilegge l’antico donandogli nuova vita. È quanto è successo con l’apertura della nuova sede dell’Istituto italiano di design di Perugia, nel centro storico del capoluogo umbro, a palazzo Ranieri, in via Alessi 3. Al taglio del nastro, giovedì 11 giugno, insieme al direttore dell’istituto Matteo Gradassi, hanno partecipato Andrea Romizi e Cristiana Casaioli, rispettivamente sindaco e assessore a commercio e artigianato del Comune di Perugia, Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia, Gianfranco Chiacchieroni, consigliere regionale dell’Umbria e il professore Franco Ivan Nucciarelli.

Un luogo che, nelle intenzioni dello staff dell’istituto, non vuole essere solo sede di formazione per studenti ma ‘contenitore’ del design a 360 gradi, spazio aperto alla città, in un dialogo costruttivo con istituzioni e soggetti del territorio. “Questa nuova dimensione – ha detto Gradassi – offre molteplici opportunità non solo agli studenti, ma ai cittadini e a chi ha a cuore il design come cultura del progetto, che è poi la nostra missione da 16 anni. Questa nuova sede, con i suoi spazi importanti per cultura e retaggi artistici, ci permetterà di stilare un calendario con attività, a cui stiamo già lavorando con l’amministrazione comunale e il tessuto produttivo, aperte a tutti coloro che si avvicinano al settore”. Le istituzioni presenti hanno salutato con entusiasmo la collocazione della sede e visto nell’Iid un soggetto che può farsi promotore di contaminazione, di nuova vita e di nuovo ‘colore’ per Perugia. “È una bella sfida – ha concluso Gradassi – e una responsabilità. Ci metteremo seduti già domani a un tavolo di confronto per capire quali siano le opportunità”. “Questa apertura – ha detto Romizi – è una bella notizia. L’asse che collega il mercato coperto a via della Viola negli anni passati ha sofferto. Oggi sta risorgendo grazie anche alle iniziative di residenti e associazioni. Questo rifiorire viene irrobustito dalla presenza dell’istituto che credo darà creatività nuova linfa al quartiere, insieme all’operazione che stiamo conducendo al mercato coperto”. A simboleggiare la rinascita a cui l’istituto può contribuire, il giardino pensile interno alla sede, recuperato e a disposizione degli ospiti della struttura. Nelle sale e nelle aule, invece, l’esposizione di alcuni lavori degli studenti che hanno vissuto e creato all’interno della scuola. “Vorrei sempre di più che realtà private ma anche istituti pubblici votati all’arte – ha concluso Romizi – riuscissero a far sì che contenuti di cultura, progettazione e innovazione possano contaminare la città”. “Questa iniziativa – ha sottolineato Chiacchieroni – è molto importante e va a sottolineare la qualità del design italiano proponendo quattro percorsi formativi. L’Iid permette approfondimenti importanti che portano i giovani a inserirsi anche nell’ambito del manifatturiero. Questo è un pezzo di futuro al quale dobbiamo essere molto legati”. La didattica dell’istituto è declinata in quattro aree del design: interior, industrial, fashion e communication. “Sono stato positivamente sorpreso – ha detto Mercaroni – dall’offerta formativa della scuola, ma anche dalla destinazione dei locali e dal recupero del giardino. Ho apprezzato che gli stessi insegnanti abbiano messo a disposizione la loro professionalità per la realizzazione della sede. Come Camera di commercio crediamo sia importante il rapporto di questa realtà con il nostro mondo e per questo intensificheremo i contatti già avviati, in ottica di collaborazione”.

 

Carla Adamo

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