“Nel segno dei padri”, presentato a Gubbio il libro di Giacomo Marinelli Andreoli [VIDEO]

Nel corso della serata sono stati proiettati due video

Nel segno dei padri, il libro di Andreoli arriva in ambasciata

“Nel segno dei padri”, presentato a Gubbio il libro di Giacomo Marinelli Andreoli GUBBIO – Presentato il libro “Nel segno dei padri” di Giacomo Marinelli Andreoli riconciliazione a 70 anni dall’eccidio nazista dei 40 martiri di Gubbio GUBBIO – Una sala affollata da oltre 350 presenti. Una storia che ha emozionato per il passato e che fa riflettere per il presente e il futuro. Era gremito in ogni ordine e posto il Centro Servizi Santo Spirito di Gubbio per salutare la presentazione di “Nel segno dei padri – la storia di Guglielmina e Peter” (Marsilio editore), la prima uscita letteraria di Giacomo Marinelli Andreoli, giornalista e direttore del network radio-televisivo umbro TRG.

Una vicenda legata a doppio filo al passato e al presente della comunità eugubina, con un antefatto ben noto, come l’eccidio dei 40 martiri, i civili eugubini fucilati il 22 giugno 1944 dai nazisti come rappresaglia dell’uccisione dell’ufficiale medico tedesco Kurt Staudacher. Resterà la più grave e sanguinosa repressione degli occupanti in quel periodo in Umbria.
La storia sconosciuta invece è l’amicizia epistolare nata quasi casualmente tra il figlio di Kurt, Peter e Guglielmina, la figlia di uno dei civili fucilati, Vittorio Roncigli, motivo saliente del racconto del libro, basato sul rapporto epistolare tra i due, per altro coetanei (entrambi nati nel 1943 e dunque rimasti orfani a solo 1 anno di vita), e sbocciato solo nel 2004.
A condurre la presentazione il giornalista Gianluca Sannipoli e accanto all’autore ha presenziato Franca Vantaggi, figlia di Guglielmina Roncigli e anch’ella protagonista, dopo la scomparsa prematura della madre nel febbraio 2012, di un ulteriore gesto di amicizia e riconciliazione con la famiglia tedesca degli Staudacher.

Nel corso della serata sono stati proiettati due video, la prima intervista dell’autore a Guglielmina Roncigli nel giugno 2004, a pochi giorni da quello che sarebbe stato il suo unico incontro di persona con Peter Staudacher al cimitero militare di Pomezia; e l’intervista allo stesso Staudacher realizzata in Germania 3 anni fa. Proiettate anche foto e documenti inediti che testimoniano della vicenda, tra cui le fotografie di Vittorio Roncigli e dei due soldati vittime della sparatoria al Bar Nafissi da cui scaturì la tremenda rappresaglia.

Tanti i momenti di emozione e partecipazione del pubblico, scanditi anche dalle riflessioni del sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, che ha sottolineato come questa vicenda “non riscrive la storia, ma apre un nuovo capitolo nella lettura di come la comunità eugubina è chiamata a tramandare la memoria di quei fatti alle nuove generazioni, attraverso un limpido esempio di riconciliazione, con un messaggio di straordinaria attualità”.

Emozionanti anche le parole del Vescovo di Gubbio, Mario Ceccobelli, che si è detto “dispiaciuto di non aver conosciuto in tempo Guglielmina Roncigli per lo spessore di questa donna che ha custodito questa storia con grande dignità” e ha rivelato di essere stato proprio ieri al Mausoleodei 40 Martiri spinto dal desiderio di rivedere quel luogo “sotto una luce nuova, grazie a questa storia e a questo libro”.

Significativo anche l’intervento di Laura Tomarelli presidente dell’Associazione Famiglie dei 40 Martiri che nel ricordare la figura di Guglielmina Roncigli (primo presidente, per 9 anni, del sodalizio) ha evidenziato come dalla storia si staglino “le figure di tre donne straordinarie: Guglielmina, la figlia Franca e Ursula, la moglie di Peter, che un ruolo determinante ha avuto nel persuadere il marito a lasciare una traccia della sua presenza a Gubbio” quando nel settembre 2003 venne nel corso di un soggiorno turistico, senza sapere dell’esistenza dell’eccidio dei 40 Martiri. Staudacher infatti aveva vissuto in Germania est e ogni notizia relativa a quanto accaduto in guerra era stata di fatto “bandita”.

Da quella traccia lasciata da Peter sul libro delle presenze al Mausoleo, poi Guglielmina tenacemente sarebbe risalita a lui in poche settimane, scrivendogli per prima e dando il là alla storia epistolare.

Tra i contributi nel corso della serata, l’intervento dello studioso prof. Giancarlo Pellegrini, già docente dell’Università di Perugia e autore del libro “Una strage archiviata” che ha lanciato la proposta al sindaco di invitare la famiglia Staudacher a Gubbio per il prossimo 22 giugno, soprattutto in considerazione dell’invito ufficiale già inoltrato al Quirinale per avere la presenza del Capo dello Stato in occasione delle cerimonie di commemorazione dei 40 Martiri.

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