“Mussolini l’anticittadino”, presentazione il 16 aprile a Terni

MUSSOLINI L'ANTICITTAFDINO Cover_Layout 1(UJ.com3.0) TERNI – Il libro di Michele Dau sarà presentato a Terni il 16 aprile 2013. L’evento si svolgerà alle ore 17,30 presso il Cenacolo di San Marco, in via del Leone 12. L’autore prenderà parte della presentazione, inoltre, saranno presenti: Francesco Scoppola, Pompeo De Angelis, coordina Stefania Parisi.

La rapida paralisi della crescita sociale e democratica delle città fu una delle azioni-chiave del fascismo per la cancellazione delle libertà civili e politiche e per radicare l’egemonia del regime. Il libro descrive i durissimi attacchi politici che Mussolini e i più autorevoli intellettuali fascisti intrapresero contro la città e i cittadini per esaltare invece l’uomo nuovo, rurale, riproduttore e soldato.

Dai primi moti liberali e lungo sei decenni unitari, le città furono i luoghi della prima modernizzazione politica, economica e sociale, i luoghi della democrazia, meta delle masse che vi si trasferivano per godere i primi diritti di cittadinanza.

Dal 1920 al 1944 tutte le città italiane – grandi, medie e piccole – e tutti i borghi furono invece occupati dai fascisti e dalla loro ossessiva propaganda. La città come insieme complessivo di destini individuali, di volontà di innovare ed elaborare pensieri era vista come un nemico da sconfiggere. Mussolini, socialista, inurbato a Milano da un piccolo villaggio appenninico, per paralizzare gli avversari sradicò ogni radice democratica delle città, attaccò direttamente la borghesia fino a distruggerne ogni immagine e funzione, sostituì i sindaci eletti con i podestà, alimentò un nuovo ceto medio urbano burocratico e servile per scalzare ogni dinamica produttiva.

Mussolini l’anticittadino racconta tutta questa vicenda politica, indagando su temi inediti, solamente sfiorati dagli studi sul Ventennio. Attraverso un accurato lavoro di ricerca vengono analizzati gli atti di governo, il pensiero di Mussolini, le posizioni del dibattito culturale, l’inadeguatezza e le malefatte dei podestà nelle principali città italiane.

La cultura fascista contro la polis è rimasta dentro la nostra cultura collettiva. Se le città italiane sono cresciute con molte difficoltà e contraddizioni è anche per questo: rifletterci può contribuire ad avere una maggiore comprensione della nostra storia e a riprendere un cammino di crescita.

MICHELE DAU

Nato a Roma nel 1951, ha studiato storia della città con Leonardo Benevolo ed Enrico Guidoni all’Università di Roma. Ha condiviso con Pietro Scoppola tante riflessioni sulla storia contemporanea. Dopo una breve esperienza di insegnamento universitario, dal 1971 ha lavorato come direttore di ricerca al Censis sui problemi economici e sociali delle aree locali del nostro Paese, svolgendo anche numerosi studi sulle principali città italiane.

Con l’Arel di Nino Andreatta ha realizzato nel 1984-85 un’indagine sui fenomeni della modernizzazione delle città europee.

È stato manager di società pubbliche di engineering e consulting, nonché, tra il 1985 e il 1994, ideatore e promotore di un rapporto annuale sui poteri locali. Ha assunto poi rilevanti incarichi presso alcune delle più importanti istituzioni italiane. Dal 2004 è vicepresidente del comitato per lo sviluppo locale e il lavoro all’Ocse.

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