Mostra sulla “Biga di Monteleone di Spoleto”, grande successo all’inaugurazione

Grande successo ha avuto l’inaugurazione della mostra “La Biga di Monteleone di Spoleto: storia e restauro” che si è inaugurata sabato 13 settembre 2014, dalle ore 18.30, presso il Castello di Postignano. Nella Chiesa SS. Annunziata e nella Sala Mustafà del borgo medioevale è illustrata la storia della biga dopo la sua scoperta, avvenuta nel 1902, a Monteleone di Spoleto, e lo straordinario lavoro realizzato dall’archeologa del CNR Adriana Emiliozzi, che tra il 2002 e 2006 ha diretto lo smontaggio e il corretto rimontaggio del veicolo, di proprietà del Metropolitan Museum of Art di New York.

Questa accurata impresa scientifica ha permesso di risolvere problemi di interpretazione dibattuti da tempo.

L’esposizione si articola in due sezioni:
“La storia”, coordinata da Carla Termini;
“Il restauro”, coordinata da Adriana Emiliozzi.

Inoltre, sono esposte:
un’immagine olografica della nuova struttura del carro e la copia in bronzo del vecchio montaggio realizzata negli anni ’80 dagli allievi di Giacomo Manzù.
La copia, eccezionalmente prestata dal Comune di Monteleone di Spoleto è stata ideata e creata negli anni ’80 per la mostra “Gli Etruschi in Valnerina: La biga di Monteleone di Spoleto”.

La mostra si potrà visitare fino al 31 ottobre 2014, con ingresso gratuito, negli orari 10-13 e 15-19.
Da sottolineare la collaborazione tra una società privata, la Mirto srl che ha acquistato e restaurato il borgo di Postignano e il Comune di Monteleone di Spoleto. A tal proposito l’architetto Gennaro Matacena, socio e fondatore della società ha dichiarato: “Abbiamo accolto l’idea di Marisa Angelini, sindaco di Monteleone di Spoleto, di organizzare questa mostra eppoi, il progetto si è allargato. Quello che unisce noi e questa iniziativa è il territorio. Il nostro scopo è quello di creare delle sinergie virtuose”.

Durante l’inaugurazione, Marisa Angelini, sindaco di Monteleone di Spoleto ha aggiunto: ”Portare la biga qui serve a far circolare la cultura, a moltiplicare le possibilità di fruizione dei tanti turisti che arrivano a Postignano a visitare il borgo restaurato. Creare questi circuiti di comunicazione aiuta le due realtà ed è un esempio di valorizzazione della Valnerina”.

*****

La biga è uno dei reperti più importanti del Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 2007, il MET riallestì la sezione di archeologia greco-romana ponendo la biga al centro del percorso espositivo.

Realizzata nel VI secolo a.C. in Etruria meridionale, entrò in possesso di un notabile sabino quale oggetto simbolico del suo potere. Questi la portò con sé nella tomba e nel 1902 fu rinvenuta casualmente da un contadino insieme ad un ricco corredo funebre.

Venduta per una cifra irrisoria, la biga passò di mano più volte, arrivando a Parigi e, da qui, a New York, acquistata dal primo direttore del Metropolitan, l’italiano Luigi Palma di Cesnola.

Il clamore suscitato in Italia dall’esportazione dello straordinario reperto durò poco. Seguirono decenni di silenzio fino alla richiesta di restituzione presentata dal Comune di Monteleone di Spoleto tra il 2002 ed il 2008, quando il contenzioso fu definitivamente archiviato dal Tribunale di Spoleto.

La mostra è stata resa possibile grazie alla disponibilità del Metropolitan Museum of Art di New York che ha gentilmente concesso le immagini della biga e del Comune di Monteleone di Spoleto.

L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Umbria – Provincia di Perugia – Comune di Monteleone di Spoleto – Comune di Sellano, e dei contributi economici della Camera di Commercio di Perugia – Regione Umbria – Consorzio BIM Cascia, Nera e Velino.

******
La mostra è nell’ambito della terza edizione della manifestazione “Un Castello all’orizzonte”, proposte culturali estive ideate dai due architetti napoletani, Gennaro Matacena e Matteo Scaramella, che hanno acquistato e restaurato Postignano, frazione del Comune di Sellano (PG), Umbria, che fu abbandonato negli anni ’60.

Il “Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani”, così è stato definito dall’architetto americano Norman F. Carver Jr, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns” pubblicato nel 1979.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*